Chill, ovvero l’arte di prendersela con calma

L’Accademia della Crusca sceglie la parola giovanile del 2025 e fotografa un cambiamento nel modo di comunicare delle nuove generazioni

A gennaio 2026 l’Accademia della Crusca ha ufficialmente eletto “chill” come parola giovanile dell’anno 2025, riconoscendo la diffusione e il valore comunicativo che questo termine inglese ha assunto tra le nuove generazioni italiane. L’iniziativa, ispirata al modello internazionale della youth word of the year, come quella tedesca promossa da Langenscheidt, ha coinvolto migliaia di studenti di scuole superiori italiane che, insieme a diverse istituzioni culturali e società linguistiche, hanno proposto e votato le parole finaliste del contest. Tra queste – oltre a chill – figuravano anche aura, bro, ghostare e rimasto, termini in uso frequente nei contesti informali.

Originario dell’inglese, “chill” nel linguaggio giovanile indica uno stato di rilassamento, calma, tranquillità e l’idea di fare qualcosa senza stress, in modo piacevole o spensierato. Il termine, presente da anni nello slang internazionale, si è progressivamente integrato nell’uso italiano soprattutto grazie ai social media e alle conversazioni informali tra adolescenti e non solo.

Il ruolo delle istituzioni linguistiche

Pur monitorando i fenomeni lessicali emergenti, l’Accademia della Crusca ribadisce che la scelta di una parola giovanile non equivale all’ingresso ufficiale di un termine nel vocabolario italiano standard, ma offre uno sguardo sulla lingua in movimento e sulle dinamiche culturali che la influenzano. In un’epoca in cui termini come cringe, ghostare o bro popolano chat, video e post, la vittoria di chill riassume la tendenza dei giovani di oggi a comunicare con parole che esprimono atteggiamenti e stili di vita, spesso prima ancora che concetti astratti.

La scelta di “chill” riflette più di una semplice moda linguistica: è interpretata come uno specchio dei valori e delle aspettative della Generazione Z e Alpha, che spesso pone l’accento su benessere, equilibrio psicofisico e distacco da ritmi iperattivi o competitivi. Secondo l’Accademia della Crusca, questo uso consolidato del termine segnala un orientamento culturale importante nel modo di comunicare e di vivere la quotidianità. Come dimostra l’attenzione dell’Accademia della Crusca, osservare il linguaggio giovanile significa leggere in filigrana le trasformazioni culturali del presente: perché nelle parole che scegliamo – e in quelle che “vincono” – si nasconde sempre un pezzo del nostro tempo