A Torino il Sympoiesis Symposium è un confronto europeo sulla ricerca artistica

Un dialogo internazionale ha messo in luce il ruolo della ricerca artistica come pratica critica capace di attraversare arte, sapere e istituzioni

Torino si è conferm uno dei centri nevralgici del dibattito europeo sulla ricerca artistica contemporanea con il Sympoiesis Symposium – A Symposium on Artistic Research in Europe, il convegno internazionale promosso dall’Accademia Albertina di Belle Arti nell’ambito del progetto INAR – Italian Network of Artistic Research. Svoltosi il 20 e 21 gennaio 2026 nel Salone d’Onore dell’Accademia, l’incontro ha rappresentato un momento di confronto di alto profilo per la comunità internazionale impegnata nei processi di ricerca-creazione.

Inserito nel quadro dei progetti finanziati dal PNRR e sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU, il simposio ha offerto uno spazio di riflessione avanzata sulle trasformazioni in atto nella ricerca artistica a livello europeo. Al centro delle due giornate di lavoro, il ripensamento dell’arte come ambito di produzione di conoscenza, capace di intrecciare pratica, teoria ed esperienza in forme non gerarchiche e interdisciplinari. Il titolo della prestigiosa iniziativa culturale ha richiamato il concetto di sympoiesis, mutuato dal pensiero della filosofa statunitense Donna Haraway, inteso come processo di creazione collettiva e condivisa. Una prospettiva che ha attraversato gli interventi e i dibattiti, restituendo l’immagine della ricerca artistica come spazio di cooperazione, empatia e scambio generoso, in grado di generare nuove comunità di pensiero e nuovi immaginari per l’arte contemporanea.

La prima giornata, dedicata alle Dynamics of research-creation, ha visto la partecipazione di alcune delle voci più autorevoli del panorama europeo, tra cui Henk Borgdorff, Aurélie Pétrel, Delphine Chapuis-Schmitz, Elke de Rijcke e Fabien Vallos. I keynote hanno affrontato il tema della ricerca-creazione attraverso casi studio, modelli istituzionali e quadri teorici, mettendo in luce tanto le potenzialità quanto le criticità di un campo ancora in fase di definizione. La seconda giornata è stata invece dedicata al rapporto tra ricerca artistica e disseminazione della conoscenza, con tavole rotonde che hanno coinvolto istituzioni accademiche europee, piattaforme editoriali e riviste di settore. Al centro del confronto, le relazioni tra pedagogia radicale, policy-making istituzionale e sistemi di pubblicazione, oltre a una riflessione collettiva sul lessico della ricerca artistica sviluppato all’interno del progetto INAR come strumento dinamico e condiviso.

Il Sympoiesis Symposium si è inserito così in un percorso più ampio che mira alla costruzione del primo Network Italiano della Ricerca Artistica, ponendo le basi per una mappatura comune del settore. Un lavoro che troverà il suo naturale sviluppo in ARWE – Art Research World Exhibition, la manifestazione internazionale dedicata alla ricerca artistica in programma a Torino nel 2026, destinata a coinvolgere musei, fondazioni e istituzioni culturali di primo piano. Il confronto emerso ha restituito l’immagine di una pratica in divenire, attraversata da differenze metodologiche e tensioni produttive, ma proprio per questo viva e necessaria. In un contesto culturale spesso dominato dalla semplificazione e dall’urgenza della presa di posizione, la ricerca-creazione rivendica invece il valore del tempo lungo, del pensiero critico e della collaborazione. Un orizzonte che, più che offrire risposte immediate, apre spazi di possibilità per ripensare il ruolo dell’arte nel presente europeo.