Salire in cima per cambiare il destino. L’universo poetico nell’ultimo graphic novel di deet

Un racconto a fumetti dalla morale non banale, collocato in un universo color pastello ricco di imprevedibili creature

Ci siamo lasciati il Natale alle spalle ma la parola “relax”, per molti, è stata solo una chimera. Nessuna paura: possiamo sempre recuperare nei weekend, da trascorrere in casa davanti a una tazza fumante di cioccolato o un tè caldo e, perché no, un bel fumetto da leggere. Magari scritto e disegnato da un giovane autore che sta già facendo parlare di sé, dopo aver vinto l’ultimo “Lucca project contest”, il concorso che valorizza i nuovi talenti esordienti. Gli ingredienti ci sono tutti, e la nostra chiacchierata con Leonardo Fantini, in arte deet, salpa proprio dal suo ultimo lavoro per Edizioni Bd: Vertice estremo (brossurato, 147 pagine a colori, 16 euro).

In un mondo affranto e stantio, un’immensa torre si erge fino alla luna: un luogo misterioso dove un élite di tiranni domina indisturbata mentre il resto del pianeta cade in disgrazia. Un giorno, un’ingenua fragolina riceve per errore una missiva destinata a qualcun altro e, non sapendo leggere, ne fraintende il contenuto persuadendosi di dover compiere una missione eroica. Comincia così una scalata, tanto stramba quanto rischiosa, verso il punto più alto della torre. Un ascesa tra segreti, pericoli e incontri. Ma anche giochi di potere e ribellioni sotterranee. Un essere così piccolo e “potrà mutare il destino del mondo? 

«Preciso che Vertice estremo non è il mio fumetto di esordio visto che sono già da più di un anno nel mondo delle autoproduzioni con “Scilla produzioni”, dove ho realizzato storie per antologici e un mio volume unico. Però si, possiamo considerarlo un esordio nell’editoria», comincia deet. Che prosegue: «Per quanto riguarda il tempo di realizzazione, ne ho impiegato di più rispetto a quanto avrei voluto: l’organizzazione di Lucca Comics ha comunicato con ritardo alla casa editrice la mia collaborazione con loro, quindi ho dovuto adattare il tempo che avevo a disposizione con la quantità di tavole da realizzare. Ho provato a gestirla molto sul visivo, così da raccontare avvenimenti attraverso disegni e colori senza dovermi soffermare troppo sulla rigidità di sfondi e ambientazioni troppo definiti, e altre tecnicità».

Un graphic novel, Vertice estremo, che trasuda grande passione verso la nona arte. «Certamente, la mia passione cresce insieme a me. Ho sempre letto fumetti fin da piccolo, in particolare i cartonati di Asterix che mia nonna custodisce in libreria. Mi ricordo che ricopiavo vignette e personaggi, e delle volte provavo a creare delle tavole io stesso da zero. Purtroppo, crescendo, la passione è andata a svanire perché non era considerata socialmente accettata dalle persone che avevo intorno. Durante il Covid ho ricominciato ad avvicinarmi alla cultura del fumetto, prima passando dai manga, e poi successivamente ai fumetti italiani e francesi». 

Quindi, appunto, non è stata una cosa che è nata improvvisamente, «bensì un processo di alti e bassi», ammette ancora deet. Che, in merito al suo rapporto con Edizioni Bd, tiene a precisare: «Abbiamo avuto una collaborazione tranquilla. L’editor che mi ha seguito è stato sempre molto gentile e rispettoso, lasciandomi esprimere nelle mie tavole come meglio potevo. Quindi devo ammettere che dal punto di vista della realizzazione del progetto non ci sono stati problemi».

L’ultima domanda, riguarda le influenze artistiche di deet. «Non ho artisti che mi ispirano per le singole opere, ma in particolare per Vertice estremo non può mancare la citazione a Gumball». L’autore si riferisce alla serie tv britannico-statunitense Lo straordinario mondo di Gumball, creata da Ben Bocquelet e diretta da Mic Graves, realizzata in tecnica mista attraverso più stili e tecniche d’animazione. «Più in generale sono un grande appassionato della cartoon network, ma anche un videogiocatore accanito e fan dell’illustratore e fumettista francese Stéphane Fert».

Info: www.edizionibd.it

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