Ci sono oggetti che attraversano il tempo senza perdere intensità, e Bilia è uno di questi. Disegnata da Gio Ponti nel 1932 per FontanaArte – l’azienda che egli stesso fondò insieme a Luigi Fontana – la lampada è diventata nel corso dei decenni un emblema del design italiano: una sfera di vetro lattimo posata con naturalezza su una base conica metallica, in un equilibrio tanto semplice quanto assoluto. E ora è senza fili.
Con Bilia Mini Portable, FontanaArte riattiva questo patrimonio iconico adattandolo a un modo di abitare profondamente mutato. La nuova versione mantiene intatte le proporzioni originarie e la purezza geometrica del progetto, ma introduce un elemento decisivo: l’autonomia. La lampada è ora ricaricabile, priva di cavi, alimentata da una batteria integrata con ricarica Usb-C, pensata per accompagnare i gesti quotidiani con discrezione e libertà.

Non si tratta, tuttavia, di una semplice miniaturizzazione. Ponti stesso aveva immaginato una Bilia più piccola, annotando nei suoi schizzi l’idea di una palette di “colori a spruzzo”. Una visione rimasta a lungo sulla carta, che oggi trova finalmente realizzazione. La Bilia Mini Portable è proposta in sei finiture: Ottone, Rame Spazzolato, Nickel Spazzolato, Nero Nickel Lucido, Bianco e Nero Opaco, ciascuna capace di dialogare con contesti diversi, dall’interno domestico agli spazi contract.
La vocazione nomade dell’oggetto ne amplia le possibilità d’uso: sul tavolo da pranzo, su una scrivania, accanto a un letto, oppure all’esterno, su una terrazza o un balcone. Le specifiche tecniche accompagnano questa versatilità con sobrietà: un dimmer a tre livelli, un flusso luminoso di 260 lumen, un consumo contenuto di 1,8W. La luce, calda e avvolgente, ha una temperatura di 2700K e un indice di resa cromatica superiore a 90, garantendo una percezione naturale e fedele dei colori.



