Nel panorama in trasformazione dell’arte contemporanea in Medio Oriente, la città di Ras Al Khaimah annuncia la nascita della sua prima Biennale d’Arte Contemporanea. La rassegna, in programma dal 16 gennaio all’8 febbraio 2026 all’interno del Ras Al Khaimah Art Festival, prende forma in uno dei luoghi più suggestivi dell’emirato: l’Al Jazeera Al Hamra Heritage Village, antico insediamento seicentesco affacciato sul Golfo, oggi spazio di stratificazione storica e rigenerazione culturale. Promossa dalla Al Qasimi Foundation e da Ras Al Khaimah Art, sotto la direzione di Suqrat Abdullah Bin Bisher, la Biennale vede la curatela di Sharon Toval e include, tra i partecipanti, anche due voci italiane di rilievo: Stefano Cagol e Francesca Fini.

Intitolata Civiltà: Sotto lo stesso cielo, la prima edizione della Biennale di RAK si configura come una piattaforma di dialogo più che come una rassegna spettacolare. Il progetto curatoriale invita gli artisti a interrogare il concetto di civiltà come spazio condiviso di memoria, identità e immaginazione, mettendo in luce ciò che accomuna le culture al di là delle differenze. Il percorso espositivo si articola in quattro padiglioni tematici che attraversano dimensioni interiori e collettive, tradizione e innovazione, natura e tecnologia, con linguaggi che spaziano dall’installazione immersiva alla fotografia, dal video al suono, fino a pratiche legate all’artigianato e alla performatività.
All’interno della selezione artistica, la Biennale accoglie una pluralità di approcci e geografie. Accanto ai contributi italiani, si incontrano le riflessioni visive di Hicham Benohoud sulla tensione del corpo nello spazio domestico, le trasformazioni simboliche dell’ordinario operate da Marie Hudelot, le immagini sospese di Romain Thiery dedicate a pianoforti abbandonati, così come i lavori di artiste che affrontano temi legati alla condizione femminile, al lavoro invisibile, all’identità e alla giustizia sociale. Senza indulgere in una narrazione univoca, la Biennale costruisce un paesaggio corale, in cui le differenze diventano occasione di risonanza.

L’annuncio della nascita della Biennale d’Arte Contemporanea di Ras Al Khaimah assume però un significato che va oltre il singolo evento. Arriva infatti a ridosso dell’edizione inaugurale di Art Basel Qatar, prevista per febbraio 2026, e si inserisce in una fase di crescente attenzione internazionale verso la regione del Golfo come nuovo snodo del sistema dell’arte globale. In questo contesto, la Biennale di RAK si propone come spazio di ricerca e connessione culturale, contribuendo così a delineare una scena sempre più articolata, capace di affiancare alle grandi piattaforme internazionali progetti radicati nei territori e attenti alla costruzione di un dialogo duraturo.


