Sabato 24 settembre 2026, in occasione della Lunigiana Skyrace, Palazzo Cojari a Fivizzano inaugura Frammenti di un discorso urbano, mostra personale di Bislacchi, a cura di Sofia Di Gravio. Il progetto espositivo nasce dal confronto tra la ricerca dell’artista, l’architettura storica di Palazzo Cojari e il tessuto urbano di Fivizzano. Il titolo della mostra fa riferimento all’ultimo saggio di Sebastiano Nucifora, che individua nel collage un possibile strumento di analisi e interpretazione dello spazio urbano. Pensata specificamente per gli spazi d’ingresso del palazzo, la mostra propone un percorso in cui elementi, forme e frammenti riconducibili al linguaggio architettonico vengono sottratti alla loro funzione originaria per assumere una nuova dimensione visiva e interpretativa.
L’architettura diventa così materia di osservazione e di riflessione sulla memoria dei luoghi e sulle trasformazioni che ne modificano nel tempo l’identità. La mostra nasce nel contesto della Lunigiana Skyrace, gara di trail running in programma a Fivizzano il 26 settembre. La manifestazione prevede due percorsi: 45 km con 2.500 metri di dislivello e 24 km con 1.200 metri di dislivello. Entrambe le gare prenderanno il via alle 9.00 da Piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore di Fivizzano, nei pressi di Palazzo Cojari. La Lunigiana Skyrace nasce con l’intento di mettere in relazione sport, territorio e comunità, invitando i partecipanti a confrontarsi con un paesaggio in cui natura, storia e borghi si intrecciano lungo il territorio compreso tra l’Appennino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane. È all’interno di questo contesto che si inserisce il progetto espositivo, che amplia e approfondisce il dialogo tra pratiche artistiche contemporanee, patrimonio e territorio. La mostra si propone così come un ulteriore punto di incontro tra il paesaggio attraversato dalla gara e le diverse forme attraverso cui una comunità può raccontare, interpretare e vivere il proprio territorio.
Un ruolo centrale è affidato a Holdon, serie di opere su carta in cui Bislacchi rielabora la figura del modiglione, elemento tradizionalmente legato alla struttura e alla stabilità dell’edificio. Isolato dal proprio contesto e privato della funzione di sostegno, il modiglione diventa una presenza autonoma, un frammento di un’architettura possibile che si misura con lo spazio della parete. La scelta della carta introduce un ulteriore elemento di tensione. Un oggetto associato alla solidità, alla permanenza e alla costruzione viene restituito attraverso un materiale leggero e fragile, capace di conservare una memoria della forma e, allo stesso tempo, di evidenziarne la precarietà. La dimensione architettonica viene così ricondotta a una condizione più intima e transitoria.

Il rapporto con la città costituisce uno degli aspetti caratterizzanti del progetto. Il percorso espositivo non si esaurisce infatti all’interno di Palazzo Cojari, ma mantiene un rapporto diretto con la piazza e con gli spazi pubblici del centro storico. Il confine tra interno ed esterno rimane volutamente permeabile, permettendo alle opere di entrare in relazione con il passaggio quotidiano e con il contesto urbano. In questa prospettiva si inserisce anche la collaborazione con la Lunigiana Skyrace. Per l’edizione 2026, Bislacchi realizza infatti i pettorali ufficiali della competizione, trasformando un oggetto funzionale in un dispositivo artistico destinato a entrare nello spazio pubblico. Il pettorale, indossato dagli atleti, porta l’intervento dell’artista fuori dagli spazi della mostra: attraversa la piazza di Fivizzano, percorre sentieri e boschi, segue il movimento dei corpi lungo il tracciato della gara.
L’opera diventa così parte di un’esperienza collettiva e si confronta con il paesaggio, con il movimento e con la dimensione temporale della competizione. Frammenti di un discorso urbano si sviluppa quindi intorno a una serie di relazioni — tra architettura e città, memoria e trasformazione, permanenza e precarietà, opera e movimento — proponendo una riflessione sul modo in cui i luoghi conservano, trasformano e rinegoziano le proprie forme e la propria identità. A Fivizzano, la ricerca di Bislacchi trova nel dialogo con l’architettura storica e con la dimensione pubblica della città un contesto specifico in cui svilupparsi. Palazzo Cojari diventa così non soltanto sede della mostra, ma parte integrante del progetto: un luogo di passaggio e di relazione nel quale l’opera contemporanea entra in dialogo con la storia dell’edificio e con la vita quotidiana del centro storico.
Bislacchi, pseudonimo di Matteo Santacroce (1995), è un artista visivo italiano che attualmente vive e lavora a Roma. Dopo gli studi in Fine Art alla City & Guilds of London Art School, ha sviluppato una ricerca che attraversa pittura, scultura e installazione, concentrandosi in particolare sui processi di trasformazione dei supporti pittorici tradizionali in elementi costruttivi e sulla relazione tra opera, architettura, memoria e spazio. Le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero. Nel 2024 è stato finalista al Premio Francesco Fabbri, al Talent Prize e al Premio San Fedele e ha ricevuto il Premio Speciale Inside Art.


