È comparsa vicino all’Ambasciata dell’Iran a Roma, in via Nomentana, una nuova opera firmata dalla street artist Laika, da anni attiva con interventi visivi dal forte valore politico. Il manifesto, intitolato Rivoluzione, raffigura una giovane donna iraniana in fuga, stringendo fra le mani un ritratto dell’Ayatollah Ali Khamenei avvolto dalle fiamme. In alto, la parola “Enghelab”, che in persiano significa appunto rivoluzione. Con questo gesto, Laika torna a colpire lo stesso luogo simbolico dove, quasi tre anni fa, aveva affisso l’opera Poisoned by the Islamic Regime, in solidarietà con le studentesse iraniane vittime di avvelenamenti sospetti attribuiti al regime.

Il nuovo intervento riprende i temi delle proteste popolari esplose in Iran nel 2022, dopo la morte di Mahsa Amini, la giovane uccisa sotto custodia della polizia morale per non aver indossato correttamente il velo. Da allora, la repressione del dissenso è continuata con brutalità, alimentando un movimento civile e femminista che ha adottato lo slogan “Donna, Vita, Libertà”.
Ora, nel pieno delle proteste innescate dal crollo del rial e le conseguenti repressioni che stanno attraversando il Paese, in cui è in corso un vero e proprio massacro, Laika è tornata con un lavoro che rappresenta un atto di denuncia contro la violenza del regime iraniano. In pieno stile militante, la street artist lancia allora un tributo per un futuro democratico.


