Eva Frapiccini e il sogno come spazio condiviso

Un percorso espositivo trasforma il sogno in archivio e l’archivio in spazio di relazione, tra suono, immagini e memorie

Un archivio di sogni inteso come dispositivo artistico, politico e relazionale è al centro di Dreams Archive, la mostra di Eva Frapiccini, a cura di Anna Cestelli Guidi, in programma dal 16 gennaio all’8 febbraio 2026 negli spazi di AuditoriumArte, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. Il progetto riunisce una selezione di lavori sviluppati dall’artista nell’ambito di una ricerca pluriennale sul sogno, costruita attorno a Dreams’ Time Capsule, una capsula gonfiabile, itinerante e abitabile che, tra il 2011 e il 2023, ha accolto oltre 2.300 racconti onirici raccolti in tredici città del mondo.

In mostra tre opere che declinano in forme diverse l’immaginario onirico raccolto dall’artista. Dust of Dreams (2022), installazione multimediale su due schermi, rielabora i sogni dell’archivio attraverso una stratificazione di voci, musica e immagini in stop motion, evocando un flusso onirico condiviso in cui emergono simboli ricorrenti e archetipici, comuni a culture e geografie differenti. I sogni si manifestano così come elementi di un inconscio collettivo capace di connettere individui e comunità. Allestita nello spazio esterno, Dreamscape (2023) è un’installazione sonora immersiva che invita all’ascolto. Sei speaker, attivati dalla prossimità dei visitatori, costruiscono un’esperienza intima e allo stesso tempo corale.

Ogni diffusore è associato a una parola chiave – acqua, caduta o volo, soglia, ombre, denti, nave – emersa dall’analisi delle immagini ricorrenti nei sogni raccolti, organizzate in macro-aree simboliche.Completa il percorso H.D.M. – Hommage to Duane Michals (2022–in corso), una serie fotografica che dialoga con la ricerca dell’artista statunitense attraverso l’uso della sequenza come strumento narrativo. Le immagini esplorano la tensione tra visibile e invisibile, realtà e immaginario, veglia e sogno, aprendo una riflessione sulla dimensione spirituale e immateriale dell’esperienza. Con Dreams Archive, Eva Frapiccini propone il sogno non come fuga individuale, ma come spazio condiviso di memoria, relazione e immaginazione, restituendo all’arte la possibilità di farsi luogo di ascolto e di attraversamento dell’invisibile.