Acquisizioni pubbliche e arte contemporanea, il MiC apre la call per il 2026

Una nuova circolare definisce criteri e modalità per l’acquisto di opere destinate alle collezioni statali. Stanziati dal MiC oltre 270 mila euro

Il Ministero della Cultura ha avviato una nuova procedura finalizzata all’ampliamento delle collezioni pubbliche di arte contemporanea, delineando criteri, tempistiche e risorse disponibili per l’anno finanziario 2026. Con una circolare emanata dalla Direzione generale Creatività contemporanea, vengono messe a disposizione risorse complessive pari a 271.772,20 euro, destinate all’acquisizione di opere da inserire nel patrimonio dello Stato.

Il provvedimento si rivolge agli istituti afferenti al Ministero della Cultura che dispongano di collezioni o sezioni dedicate all’arte contemporanea e che possano dimostrare una programmazione strutturata e continuativa in questo ambito. L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare e aggiornare le raccolte pubbliche, colmando lacune storiche o critiche, dall’altro sostenere concretamente la produzione artistica degli ultimi decenni attraverso l’ingresso delle opere nei musei e nei luoghi della cultura statali.

Le proposte possono riguardare l’acquisto, a titolo oneroso, di una o più opere realizzate negli ultimi settant’anni da artisti italiani o internazionali, viventi o non viventi. Condizione imprescindibile è il riconoscimento di un rilevante interesse culturale, tale da giustificare l’inserimento delle opere nel patrimonio pubblico. Non sono invece ammesse proposte relative alla produzione di nuove opere, né iniziative di promozione o valorizzazione successive all’acquisizione.

Il finanziamento potrà coprire fino al 100% dei costi ritenuti ammissibili, includendo non solo il prezzo di acquisto delle opere, ma anche le spese accessorie strettamente connesse al loro ingresso nelle collezioni statali: trasporto, assicurazione, inventariazione e allestimento. Resta escluso ogni onere non direttamente legato all’atto di acquisizione.

Le candidature dovranno essere trasmesse entro il 12 gennaio 2026, esclusivamente tramite posta elettronica certificata. La valutazione delle proposte sarà affidata a una Commissione nominata dalla Direzione generale Creatività contemporanea, che procederà all’esame senza la formazione di graduatorie di merito. A seguito di tale valutazione, un decreto ministeriale definirà l’assegnazione dei contributi e le modalità di erogazione.

Il meccanismo di finanziamento prevede la possibilità di un’anticipazione fino all’80% dell’importo concesso, mentre il saldo finale sarà corrisposto solo dopo la rendicontazione conclusiva e l’effettiva acquisizione delle opere nel patrimonio pubblico dello Stato. Un passaggio che ribadisce il ruolo dell’acquisto come atto istituzionale, oltre che culturale, e che riafferma la centralità delle collezioni pubbliche come strumenti di memoria e di lettura critica del presente.