Cinque mostre da vedere in Italia durante le vacanze natalizie

Dalle foto di Man Ray a Milano, ai dipinti di Munch a Mestre, passando per le opere di Paladino a Perugia fino alla mostra di Mirò a Napoli

Le festività natalizie sono una buona occasione lontano dalla routine lavorativa per guardare da vicino mostre d’arte moderna e contemporanea, durante il periodo natalizio, molte città italiane includono grandi nomi di artisti nelle loro collezioni e nei loro musei, come nel caso di Man Ray a Milano nel Palazzo Reale, oppure basti pensare alla retrospettiva su Andy Warhol a Biella. Ma anche altri artisti storici come Edvard Munch a Mestre. Anche nel sud d’Italia c’è la possibilità di assistere a mostre di valore con la mostra di Joan Miró a Napoli e Pietro Fortuna a Taranto. Ecco quindi una guida da cui prendere spunto per alcune mostre, eventi e musei italiani, da vedere durante il periodo delle festività natalizie, rigorosamente da nord a sud.

Gli scatti di foto quotidiane di Robert Doisneau a Pordenone

A Pordenone è in corso una mostra nella Galleria Civica Harry Bertoia dedicata al maestro della fotografia francese Robert Doisneau, (1912-1994), noto per le sue immagini intime e poetiche di Parigi. La mostra è parte del progetto “Sul Leggere” che prepara la città a diveniner Capitale Italiana della Cultura 2027. L’esposizione presenta oltre cento scatti inediti che si articolano in un percorso poetico e umano attraverso la sua carriera, includendo anche immagini legate alla storia tessile del territorio. La mostra è aperta a partire dal 22 novembre 2025 e sarà visitabile fino al 6 aprile 2026, ed esplora il suo stile umanista e il famoso Bacio dell’Hôtel de Ville.  

Retrospettiva su Nicola L. a Bolzano

La mostra a Bolzano intitolata Nicola L. – I Am The Last Woman Object al Museion è la prima retrospettiva dedicata a Nicola L. (1932-2018) in Italia, un’artista che esplora temi di genere, corpo e identità attraverso sculture, come le celebri lampade a forma di occhi e labbra. Un’ampia retrospettiva che raccoglie diversi aspetti della sua opera, dal collage al film, dalla scultura al design e alla pittura. Nicola L. – I Am The Last Woman Object  è stata realizzata in collaborazione con importanti istituzioni internazionali come il Camden Art Centre di Londra, il Frac Bretagne di Rennes e la Kunsthalle di Vienna.  

Il design e la poetica della ripetizione di Andy Warhol a Biella

La mostra intitolata Andy Warhol. Pop Art & Textiles sarà visitabile fino 6 aprile 2026 a Biella negli spazi di due sedi distinte di Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero. Una mostra che per la prima volta in Italia affianca le opere iconiche di Andy Warhol, alla produzione tessile meno illustre, in un dialogo inedito tra Pop Art e tradizione industriale, tra superfici stampate e superfici serigrafate.
Le opere testimoniano anche il legame tra l’artista e l’Italia, dove dagli anni Settanta Warhol espose regolarmente, trovando ispirazione, pubblico e committenti.
Oltre 200 opere tra serigrafie, foto, vinili, ceramiche, abiti e tessuti, una narrazione che riconnette Warhol al suo primo mestiere: quello di designer e alla sua ossessione costante, la ripetizione.

La fotografia di Man Ray a Milano

La retrospettiva su Man Ray a Palazzo Reale di Milano è ancora disponibile per il periodo delle feste, fino all’11 gennaio 2026. L’artista è uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo, uno dei primi a utilizzare la fotografia come un vero e proprio medium creativo, realizzando opere emblematiche che sono entrate a far parte della storia dell’arte del Novecento.

La retrospettiva è in programma già da fine settembre 2025 e ripercorre la carriera di Man Ray grazie a un importante nucleo di materiali tra stampe vintage, negativi, collage, documenti è possibile documentare la storia di Man Ray dalla nascita, agli ambienti newyorkesi dove scopre le avanguardie europee e stringe amicizia con Marcel Duchamp, fino all’approdo parigino del 1921. Attraverso un percorso tematico (gli autoritratti, le muse, i nudi, le rayografie e solarizzazioni, la moda), questa mostra propone la rivalutazione di un’artista unico nel suo genere e un geniale pioniere. La mostra è curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, frutto di una collaborazione tra Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, Silvana Editoriale.

La violenza espressionista di Munch a Mestre, vicino Venezia

Fino al primo marzo 2026 ci sarà una rinnovata lettura delle radici e dell’eredità di Edvard Munch (Ådalsbruk, Norvegia) artista celebre, tra i grandi protagonisti delle rivoluzioni artistiche del secolo scorso. Il progetto prende avvio dalle opere del maestro norvegese conservate nelle collezioni civiche nella Galleria Internazionale d’arte Moderna Ca’ Pesaro e Munch diventa la guida di una nuova avventura di scoperta dell’arte, in un viaggio nel segno della rivoluzione espressionista. La galleria conserva quattro celebri esemplari realizzati con tecniche diverse (puntasecca, acquatinta, acquaforte e litografia), le prime sezioni della mostra arrivano fino agli echi del Simbolismo italiano e belga, l’esposizione è anche occasione per scoprire un Munch meno noto, attraverso il dipinto Due vecchi in prestito da Stoccolma, opera che richiama una fase della produzione del Maestro norvegese più vicina ai richiami postimpressionisti.

Taysir Batniji: “Abitare il tempo” a Modena

La mostra Abitare il tempo di Taysir Batniji si tiene alla Palazzina dei Giardini Ducali a Modena fino al 15 febbraio 2026. Taysir Batniji è un’artista palestinese la cui opera è segnata dalle vicende personali e da quelle della sua terra. La specificità del suo lavoro nasce dall’incontro tra i linguaggi e le tecniche dell’arte contemporanea, che utilizza per realizzare le sue opere, e le tematiche legate a un paese in conflitto da un secolo per l’affermazione della propria identità.  

La pratica artistica dell’artista fa ricorso a diversi media: fotografia, video, disegno, pittura, scultura, installazione per dare vita a opere che esplorano il confine tra visibile e invisibile, materiale e immateriale, presenza e assenza. Mediante strategie come lo spostamento di senso, il passaggio dal concreto all’astratto, la ripetizione, il gioco, Batniji trasforma l’esperienza delle cose e offre un punto di vista poetico sulla realtà. Si tratta ad oggi della sua prima personale in un’istituzione italiana, per Batniji, Abitare il tempo è un modo per rispondere all’impossibilità di abitare lo spazio, dando forma a una dimensione dove coesistano il presente, le radici e il futuro.

Mimmo Paladino a Perugia

L’Umbria rende omaggio a Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948), una delle figure dell’arte contemporanea più conosciute e apprezzate a livello internazionale, grazie alla collaborazione tra i Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei Nazionali Umbria, il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia.

Fino al 18 gennaio 2026 la rassegna alla Galleria Nazionale dell’Umbria documenterà, attraverso un nucleo di oltre 40 opere provenienti da musei pubblici italiani e stranieri e da importanti collezioni private, l’intera attività dell’autore campano, a partire dalle sperimentazioni fotografiche degli anni Settanta, con il ritorno alla figurazione negli anni Ottanta del secolo scorso, raccontando tutti i temi affrontati nel corso di cinquant’anni di attività, con maggiore attenzione verso i lavori di grande formato e alla pittura che invade lo spazio.

Joan Miró a Napoli fino al 19 aprile 2026

A Napoli è in corso una mostra su Joan Miró, intitolata Joan Miró: per poi arrivare all’anima presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, visitabile già dal 5 dicembre 2025 fino al 19 aprile 2026, che esplora le sue sperimentazioni grafiche, litografie e il rapporto tra parole e immagini. Un’esposizione che esplora il rapporto di Miró con la letteratura, la grafica, le collaborazioni con poeti e le sue figure iconiche, attraverso oltre 100 opere rinvenute da collezioni private, con un focus su sperimentazione e linguaggio visivo. La mostra è curata da Vittoria Mainoldi e sarà aperta tutti i giorni con orario 9:30-19:30 (lun-ven) e si articola in sette sezioni tematiche.

“Da Burri a Cattelan 1970/2025” a Catania in Sicilia

Con ben 53 opere la GNAMC Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea romana si presenta in Sicilia, scegliendo la Fondazione Puglisi Cosentino di Catania. Le opere del grande museo della capitale saranno esposte nell’architettura di Palazzo Valle, in un’atmosfera diversa instaurando con le opere della collezione permanente della Fondazione dialoghi inediti e inaspettati.
La selezione di opere della GNAMC, a cura di Renata Cristina Mazzantini e Gabriele Simongini, offre un’estrema sintesi delle principali linee dell’arte italiana dagli anni settanta ad oggi, a cui si aggiungono alcuni lavori di artisti internazionali legati in vari modi al nostro Paese: Alexander Calder, Ahmet Güneştekin, Anish Kapoor, Mark Kostabi, Ugo Rondinone, Kiki Smith.
Tra le opere della Fondazione Puglisi Cosentino: quelle dalle grandi dimensioni di Carla Accardi, Giovanni Anselmo e Jannis Kounellis (due) nella corte d’entrata, e poi con Alighiero Boetti, Jan Jedlička, Lorenzo Marini e Piero Pizzi Cannella nelle sale del piano nobile.

Il percorso documenta 55 anni (1970-2025) di arte italiana: partendo da Alberto Burri, Pietro Consagra, Giorgio de Chirico, inventore della pittura neometafisica, Renato Guttuso e Fausto Melotti. Via via, passando per Gino De Dominicis, Mario Schifano, Emilio Isgrò e Mimmo Paladino, si chiude con il celebre Maurizio Cattelan.

Pietro Fortuna a Taranto

La mostra di Pietro Fortuna, intitolata L’habitude è in corso al CRAC di Puglia, il centro di Ricerca per l’Arte Contemporanea di Taranto e si tiene dal martedì al sabato, con ingresso libero, prolungandosi fino al 30 gennaio 2026, includendo anche laboratori e visite guidate per il pubblico, incontri ed eventi speciali, anche per le scuole. La mostra raccoglie un ciclo di opere tra disegni, collage e fotografie che sono il frutto di una riflessione sull’abitudine. L’attenzione che Pietro Fortuna riserva a questo tema è applicabile al processo artistico e alle attività che impegnano tanto il pensiero che le modalità pratiche.