Il MoMA dice sì agli NFT: CryptoPunks e Squiggles fanno storia

L'istituzione segna una svolta storica per l’arte digitale con l’ingresso di sedici NFT emblematici, consolidando la legittimazione istituzionale delle opere on-chain

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha compiuto un passo storico nel riconoscimento dell’arte digitale contemporanea, annunciando l’ingresso nella sua collezione permanente di sedici opere NFT appartenenti a due tra le serie più influenti della storia recente della cultura digitale: otto CryptoPunks e otto Chromie Squiggles. La donazione, eseguita da parte di figure chiave dell’ecosistema NFT, fondatori delle serie, collezionisti e organizzazioni Web3, rappresenta una delle più significative acquisizioni istituzionali dell’arte on-chain da parte di un museo di primaria importanza mondiale.

Otto CryptoPunks, otto Squiggles. Il MoMA consacra l’arte NFT

I CryptoPunks entrati nella collezione sono gli avatar generati algoritmicamente: #74, #2786, #3407, #4018, #5160, #5616, #7178 e #7899. Queste opere, create nel 2017 da Larva Labs e riconosciute come uno dei primi progetti NFT su Ethereum, hanno definito i canoni delle collezioni digitali e anticipato lo sviluppo dello standard tecnico ERC-721. Accanto a loro, i Chromie Squiggles, opere generative nate nel 2020 sulla piattaforma Art Blocks grazie all’artista e programmatore Erick Calderon, entrano nel museo come simbolo della generative art basata su codice e algoritmo. Ogni Squiggle è unico e nasce da parametri algoritmici, incarnando una nuova estetica nella relazione tra arte e tecnologia.

Le opere digitali saranno custodite nel dipartimento Media and Performance Art del museo, accanto a video, installazioni tecnologiche ed espressioni di new media art più tradizionali, e saranno visibili anche attraverso la piattaforma online ufficiale, ampliando l’accesso del pubblico oltre i confini fisici delle sale espositive. Questo evento riflette un mutamento culturale profondo: l’arte basata sulla blockchain, nata in contesti comunitari decentralizzati al di fuori delle istituzioni, entra ufficialmente nel canone storico dell’arte contemporanea. Come sottolineano molte analisi, l’inclusione di CryptoPunks e Chromie Squiggles non è solo un atto curatoriale, ma un riconoscimento della validità estetica, concettuale e culturale di linguaggi artistici nati nel Web3. L’acquisizione arriva in un momento in cui il mercato NFT, pur segnando oscillazioni, continua ad attrarre interesse e attenzione globale, e dove istituzioni come il MoMA assumono un ruolo chiave nel definire ciò che conta come patrimonio artistico nel XXI secolo.