Il Cairo torna all’attacco sul busto di Nefertiti: «Deve rientrare in Egitto»

Il governo egiziano riapre il contenzioso con la Germania sulla restituzione del celebre ritratto, conservato al Neues Museum di Berlin

L’Egitto rilancia ufficialmente la richiesta di restituzione del busto di Nefertiti, una delle opere più iconiche dell’arte dell’antico Egitto, oggi tra i capolavori simbolo del Neues Museum di Berlino. A rinnovare la pressione è il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, che torna a sottolineare come il trasferimento dell’opera in Germania, avvenuto nel 1913, sia stato il risultato di pratiche di spartizione considerate oggi inique e poco trasparenti.

Secondo le autorità del Cairo, il busto, scoperto dall’archeologo tedesco Ludwig Borchardt nel sito di Amarna, avrebbe lasciato lo stato africano sulla base di una documentazione incompleta e di una rappresentazione fuorviante del suo valore artistico. Una posizione già espressa in passato, ma che ora viene rilanciata con maggiore determinazione, anche alla luce del rinnovato interesse internazionale per la restituzione dei beni culturali sottratti durante l’epoca coloniale.

Dal canto suo, la Germania continua a sostenere la legittimità dell’acquisizione, ribadendo che l’opera entrò legalmente nelle collezioni statali tedesche e che le sue condizioni conservative rendono rischioso qualsiasi trasferimento. La scultura è infatti considerata estremamente fragile e non trasportabile, un argomento spesso utilizzato da Berlino per respingere le richieste egiziane. La riapertura del dossier arriva in un momento strategico per l’Egitto, impegnato a rafforzare la propria politica culturale e museale, anche in vista dell’apertura del Grand Egyptian Museum di Giza, destinato a diventare uno dei più grandi poli museali al mondo. In questo contesto, la restituzione di Nefertiti assumerebbe un forte valore simbolico, oltre che culturale.

Un simbolo conteso tra diplomazia culturale e identità nazionale

Il caso si inserisce così nel più ampio confronto globale sul destino delle opere conservate nei musei occidentali e sulle responsabilità storiche delle istituzioni che le custodiscono. Un dibattito che, come dimostra questa vicenda, è tutt’altro che chiuso. Al di là degli aspetti giuridici infatti, il busto di Nefertiti è diventato nel tempo un potente simbolo identitario, conteso tra due visioni opposte del patrimonio culturale.

Per l’Egitto rappresenta una ferita ancora aperta, legata alla dispersione di opere chiave della propria storia in un periodo di forte squilibrio politico e coloniale; per la Germania, invece, è un emblema della tradizione museale europea e del ruolo dei grandi musei enciclopedici nella conservazione e nella divulgazione del patrimonio mondiale. La rinnovata richiesta del Cairo riporta così al centro una questione che va oltre il singolo oggetto: chi ha il diritto di raccontare la storia e dove questa storia debba essere custodita.