Il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ospita dal 17 dicembre 2025 al 6 aprile 2026 l’esposizione Roma nel Mondo, curata da Ricky Burdett. «Quando il MAXXI mi ha chiesto di curare una mostra su Roma il mio istinto è stato quello di ribaltare il punto di vista che la pone come Caput Mundi e di collocarla in un contesto globale», ha spiegato il curatore durante la presentazione. La capitale italiana è quindi posta a confronto con altre diciassette città globali attraverso un duplice percorso: il primo prende in considerazione cifre e statistiche delle diverse metropoli, il secondo è invece dedicato all’immaginario artistico e culturale ispirato dalla Città Eterna. Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI, ha infatti descritto la mostra come «un progetto di ricerca ambizioso che punta a definire e ricalibrare lo spazio che Roma occupa rispetto alle altre capitali del mondo».


Una mostra con i numeri
Affacciandosi negli spazi espositivi, salta subito allo sguardo l’efficace allestimento: i numeri sono trasformati in strutture visibili che rappresentano fisicamente l’entità delle cifre e permettono un confronto visivo immediato. Nella prima parte, Roma conversa con diciassette città europee, asiatiche, africane e americane, affrontando quattro temi principali: lo spazio, la mobilità, l’ambiente e la società.
Confrontando le diverse metropoli emergono punti di forza sorprendenti – le aree verdi del Comune di Roma, il più grande distretto agricolo municipale d’Europa, ricoprono una superficie di 2.240 km² contro i soli 726 di New York – quanto notevoli criticità come l’invecchiamento demografico, la mancata crescita economica, la pressione del turismo sugli abitanti. I trasporti urbani sono il problema più spinoso: nonostante l’estensione territoriale simile, Roma ha infatti un decimo dell’estensione ferroviaria di Londra. L’alternativa scelta è quindi la macchina: a Roma ci sono così 803 veicoli per mille abitanti, cifre superate a malapena da città come Melbourne e Chandigarh.

Dentro e fuori la Capitale
La sezione Roma nell’immaginario del mondo a cura di Paola Viganò con Maria Medushevskaya esplora la città attraverso gli occhi di artisti, intellettuali e viaggiatori. Il percorso prosegue la modalità comparatistica affiancando testi letterari e opere visive di personalità che hanno visitato la “Patria interiore”, come la definisce Bachmann: troviamo Stendhal, Lord Byron, Germaine de Stael, Henry James e Giulio Paolini, fino alle luminose fotografie di Martin Parr. La vita quotidiana romana è catturata da Il DNA di Roma, progetto fotografico di Marina Caneve. L’ultima stanza ospita invece un imponente modello in terracotta in scala 1:7:500 del Comune di Roma: sulla struttura si alternano proiezioni colorate che illuminano zone di interesse sociale e ambientale, accompagnate da una voce registrata che spiega i dati.
Il progetto sposa l’intenzione del MAXXI di utilizzare «la lente dell’urbanistica», come ha affermato Lorenza Baroncelli, Direttrice del dipartimento Architettura e design contemporaneo, per raffigurare «Roma “da fuori” per poi arrivare a rappresentare il suo stesso, più intimo, DNA».


Un altro sguardo su Roma
Terminata l’esposizione, si accede all’esposizione Luigi Pellegrin. Prefigurazioni per Roma, anch’essa visitabile dal 17 dicembre 2025 al 6 aprile 2026. La retrospettiva, a cura di Sergio Bianchi e Angela Parente, si getta nella produzione professionale e artistica dell’architetto che, attraverso le sue visioni urbanistiche per la città di Roma negli anni Novanta, si pone in linea con le riflessioni sugli spazi.
Roma nel mondo rende continuamente partecipe lo spettatore, che vive all’interno dei numeri esposti in quanto potenziale abitante della città rappresentata. Sempre al pubblico è affidata la responsabilità di interpretare i dati, creando così un’interazione costante durante tutto il percorso espositivo che rende la mostra ideale anche per visitatori più piccoli. Si realizza così il «racconto number based, basato sui numeri», come ha spiegato Baroncelli, «che non ha ambizione di dare risposte o soluzioni per il futuro, ma piuttosto di essere una piattaforma condivisa che possa diventare lo spazio del dibattito per il futuro».



