A Roma il 17 dicembre 2025 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto Portami il futuro di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. L’iniziativa è stata promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e sostenuta da Regione Sicilia, dal Comune di Gibellina, dal Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e dalla Fondazione Orestiadi, mentre la curatela della manifestazione è affidata al Direttore Artistico Andrea Cusumano. La cerimonia ufficiale di inaugurazione si svolgerà giovedì 15 gennaio 2026, una data simbolica che coincide con l’anniversario del terremoto del 1968 che devastò Gibellina e la Valle del Belìce.

Per tutto il 2026, la città sarà animata da mostre, eventi, progetti, laboratori e attività incentrati sul valore sociale dell’arte e sulla cultura come strumento di rigenerazione e bene comune. Il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, conferito per la prima volta in Italia, assume un significato strategico nel panorama artistico nazionale. Come ha dichiarato Angelo Piero Cappello durante la conferenza stampa: «Gibellina come nuova capitale dell’arte contemporanea promuove l’idea progettuale di riformulare un concetto di rete sul territorio della Sicilia Occidentale, con il coinvolgimento di tutte le protagoniste di questa nuova sfida. Attraverso un’ampia collaborazione internazionale Gibellina si apre ad un panorama molto più ampio».
Anche Francesco Paolo Scarpinato ha sottolineato l’importanza e l’onore per Gibellina di essere stata scelta come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea per il 2026: «Siamo detentori di oltre la metà del patrimonio culturale e paesaggistico del paese, ed è per noi un privilegio e motivo d orgoglio, una grande opportunità per un territorio veramente straordinario».
Una città rinata dalle macerie
Dopo il terremoto del 1968 che devastò Gibellina la città rinacque dalle macerie, grazie a un pionieristico e visionario processo di rigenerazione culturale e artistica voluto dal Senatore Ludovico Corrao, prima come sindaco di Gibellina e successivamente come presidente della Fondazione Orestiadi. Attraverso progetti artistici diffusi, convegni, cicli di incontri, conferenze e momenti di riflessione, sarà approfondito il ruolo trasformativo dell’arte nei processi di rigenerazione urbana, presentandoquesta realtà territoriale come modello di riferimento.
Parlando del tema della ricostruzione urbana Andrea Cusumano ha dichiarato durante la conferenza stampa: «Quali sono le macerie della nostra comunità? Questo è il momento del coraggio, un momento per guardare oltre, alzare lo sguardo oltre nuovi orizzonti per una comunità che fu travolta da un terremoto, bisogna trasformare la crisi in una scelta, una ricostruzione. Oggi Gibellina torna e chiede “Portami il Futuro”, il 15 gennaio è stata scelta come data proprio per ricordare le vittime del terremoto».
Sutera: «Siamo convinti che serva una partecipazione corale»
Portami il futuro punta a generare processi virtuosi di progettazione integrata e partecipata, in cui sarà centrale il coinvolgimento diretto dei cittadini, chiamati a essere protagonisti nella definizione condivisa del futuro della città. Sono cinque le aree di intervento: mostre, residenze, arti performative, educazione e partecipazione, simposi, conferenze e giornate di studio. Le attività della manifestazione si articolano attraverso un programma ricco, che è stato introdotto da Salvatore Sutera.
«Cosa ci aspettiamo dal titolo di capitale dell’arte contemporanea del 2026 e dal prossimo anno ricco di eventi? In coerenza con il titolo Portami il futuro, ci siamo concentrati sul futuro, consapevoli comunque del grande passato, come strumento per generare valore – ha affermato Sutera – Siamo convinti che serve una partecipazione corale, e dei servizi di accoglienza che implicano una collaborazione attiva nella cura della città e nell’offerta dei servizi. Il programma di eventi è stato creato sulla base di mostre, eventi di arte performative, eventi di educazione e formazione. Non facciamo previsioni sul numero di spettatori, ma cercheremo di coinvolgere il più possibile nuovi artisti e molti giovani, per questo chiediamo al governo un supporto, di progettare con noi e di continuare a sostenerci, perché Gibellina sostiene un patrimonio culturale e umano che ci auguriamo di far crescere.»

Rosaria D’Alì: «Pronti per accogliere questa opportunità.»
Durante la conferenza stampa ha preso la parola la presidentessa del distretto della Sicilia Occidentale Rosaria D’Alì, in merito a questioni logistiche, di trasporto e di accoglienza dei tanti turisti che visiteranno la città nel 2026.
«Dal punto di vista turistico siamo convinti e consapevoli che in Sicilia Occidentale non c’è solo il mare, ma molto altro, tra campagne, colline, percorsi naturalistici. Il territorio ha un grandissimo patrimonio gastronomico e stiamo cercando di far conoscere l’autenticità del nostro vivere – ha dichiarato D’Alì – Tutto questo ci porta a dire che oggi siamo preparati come territorio e siamo organizzati ad accogliere questa opportunità. La città è piccola, ma siamo pronti a accogliere, difatti abbiamo già avuto un incremento delle presenze turistiche quasi del 12 per cento, sia italiane che straniere a dimostrazione di una destinazione che sta crescendo in visibilità e ne siamo consapevoli. Grandi compagnie aeree internazionali hanno scelto Trapani come destinazione e c’è una Presenza massiccia di voli da destinazioni europee importanti».

Alcune delle opere presenti
Il programma espositivo include le video-installazioni di Masbedo e di Adrian Paci, che saranno situate nello spazio scultoreo del Teatro di Pietro Consagra. Di seguito un dialogo tra le opere di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo offrirà uno sguardo capace di ispirare le giovani generazioni di artisti. Sarà esposta anche la collezione di arte contemporanea della famiglia Galvagno, che proporrà un focus su artisti siciliani già affermati. Nel corso dei dodici mesi sarà inoltre presentata un’installazione dell’artista parigino Philippe Berson, che scelse la Sicilia come luogo di vita e di lavoro. Grazie alla collaborazione con Riso-Museo d’arte moderna e contemporanea di Palermo, sarà riallestita, dopo anni, l’opera ambientale Circle of Life di Richard Long. Dopodiché ci sarà spazio anche per delle fotografie e delle installazioni di un’edizione speciale del festival Gibellina intitolata Photoroad, una mostra fotografica di Giuseppe Ippolito sul rapporto con il Grande Cretto di Alberto Burrie Atlante Elimocon.
Andrea Cusumano: «Le residenze il cuore del nostro progetto»
Tra l’ex chiesa di Gesù e Maria, progettato da Nanda Vigo restaurato e riaperto per l’occasione, e la sede della Fondazione Orestiadi, troveranno spazio per avviare i loro processi artistici condivisi Lucia Veronesi, Flavio Favelli, Sisley Xhafa, Giorgio Andreotta Calò, Pietro Fortuna, Jonida Xherri, Khaled Ben Slimane, Sonia Besada, Lucio La Pietra e Igor Grubic. Parallelamente, il collettivo Stalker, Francesco Lauretta, Luigi Presicce, Virgilio Sieni, le performance dello Zoukak Theatre, Alberto Nicolino e il simposio di arti Diwan attiveranno pratiche partecipative volte a costruire comunità, coinvolgendo pubblico e abitanti in progetti condivisi. Per commentare l’importanza di questa sezione è intervenuto il direttore artistico Andrea Cusumano: «Le residenze costituiscono un luogo pulsante del nostro progetto generando nuove opere crediamo che gli artisti debbano essere presenti, attraverso queste relazioni, le comunità possono trovare impulso e fiducia. Abbiamo chiesto loro di farsi motore di ricostruzione di senso e di futuro».

Simposi, giornate ed eventi legati allo studio e alla formazione
Una parte centrale del progetto di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 riconosce nel coinvolgimento attivo della comunità cittadina e delle scuole, uno dei suoi elementi fondanti. Ci saranno molti laboratori, attività di formazione, progetti per tutte le età, ad esempio laboratori di ricamo, laboratori con gli artisti in residenza, podcast e percorsi di educazione all’arte. Portami il futuro ribadisce la propria natura di progetto corale, ponendo al centro il coinvolgimento attivo e quindi la collaborazione con istituti di ricerca e università nazionali e internazionali tra cui: LUISS, IULM, Università La Sapienza di Roma, Università di Palermo, Accademia di Belle Arti di Palermo, Accademia di Brera e Accademia di Belle Arti di Venezia.
A tal proposito ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito Francesca Corrado: «Siamo arrivati qua e lanciamo la grande sfida attraverso l’arte, dal momento che c’è una grande crisi economica e molti giovani vanno all’estero bisogna chiamare gli artisti per collaborare insieme. L’obiettivo è quello di portare avanti il disegno di Ludovico Corrau puntando a dei laboratori artigianali, sui laboratori degli artisti, e soprattutto sul coinvolgimento delle università, la Luis, la Sapienza, la Iulm, la Cattolica. Il contemporaneo va insegnato attraverso la comunicazione e la formazione e per costruire le reti della conoscenza della grande cultura del mediterraneo bisogna insegnare ai giovani la letteratura e la musica, che saranno presenti proprio a Gibellina. In conclusione come diceva Ludovico Corrao Gibellina non è il frutto di una persona ma una collaborazione armoniosa tra più individui che credono vivamente nell’arte».

Le sedi designate per Gibellina come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026
Il programma di Gibellina-Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 si sviluppa attraverso una rete articolata di sedi emblematiche, diffuse tra la città, il territorio del Belìce e i luoghi della memoria della Gibellina distrutta. Architetture, spazi pubblici, opere permanenti e paesaggi diventano parte integrante del progetto culturale, un complesso sistema in cui arte contemporanea, architettura e comunità dialogano in modo continuo. Tra le sedi principali figurano la ex Chiesa di Gesù e Maria di Nanda Vigo, il Palazzo di Lorenzo e i Giardini Segreti di Francesco Venezia, la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni e Luisa Anversa, il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes, il Teatro e le grandi opere urbane di Pietro Consagra, insieme alla Fondazione Orestiadi, al MAC Ludovico Corrao, e al Grande Cretto di Alberto Burri.



