Teatri di Vetro 2025: un presidio di pratiche e di pensiero

Il 16, 17 e 18 dicembre torna a Roma Teatri di Vetro, 19ª edizione del festival dedicato alla ricerca su teatro, danza e arti performative, diretto da Roberta Nicolai

Al Teatro India va in scena un presidio di pratiche e pensiero, un luogo che accoglie e genera processi creativi, accompagnandoli e documentandoli. Uno spazio in cui la scena diventa laboratorio e officina, terreno di confronto e sperimentazione. Si tratta di Teatri di Vetro, 19ª edizione del festival dedicato alla ricerca su teatro, danza e arti performative, in corso dal 16 al 18 dicembre e diretto da Roberta Nicolai.

Qui pratiche artistiche e riflessioni teoriche si intrecciano, strumenti e competenze vengono condivisi e si formano comunità temporanee che dialogano con il territorio e intercettano le urgenze del presente. Dal fragile vetro alla forza dell’azione collettiva del presidio. Per tre giorni le artiste e gli artisti di Oscillazioni smontano e decostruiscono le proprie composizioni, condividendo materiali di lavoro, nuclei performativi e tracce di ricerca. Strutture ibride che intrecciano diari, appunti e frammenti progettuali: dispositivi che interrogano il processo creativo e aprono spazi di riflessione.

Fabiana Iacozzilli e Linda Dalisi, con Oltre_dall’altra parte della montagna, presentano il diario di lavoro e le tracce rimaste ai margini di OLTRE, mostrando come il viaggio sul disastro del volo 571 sia diventato parte della ricerca; Lucia Guarino, con Contengo Moltitudini, attraversa la figura archetipica di Pulcinella, corpo che scardina i codici e rivendica l’urgenza dell’esserci; Andrea Cosentino, con Esercizi comici di depensamento comunitario, coinvolge l’intelligenza artificiale per smontare senso e forma, trasformando il pubblico in complice di un crash test creativo.

Celia/Macera, con Mechanè – pneuma mod. e Pneuma, esplorano il confine tra organico e meccanico evocando la sparizione dei corpi nello spazio sonoro; Bartolini/Baronio, con Una finestra, affondano nel mondo poetico di Forough Farrokhzad; Paola Bianchi, in EX, indaga la memoria corporea e, con Stefano Murgia, apre WERKSTATT pathosmells, dedicato al rapporto tra odori, corpo e memoria. Simona Lobefaro e Lorenzo Giansante, con Boomerang, costruiscono una danza che nasce dai feedback del pubblico.

Alessandra Cristiani, con Tracce_Geynest under gore, riattraversa le memorie del suo lavoro nato dalle rovine di Sarajevo; Carullo/Minasi e Irida Gjergji, con Asja Lācis – La donna che fa parlare la storia, riportano alla luce una figura rivoluzionaria attraverso frammenti e suoni. Michael Incarbone, con Draunara, intreccia corpo e mito evocando una forza primordiale, mentre Operabianco, con Analisi della Bellezza, mette in collisione barocco e minimalismo per indagare le tensioni tra ordine e caos. Infine Menoventi, con Veglia, propone un rito comunitario tra filosofia, musica e gioco.

Il presidio significa difendere la ricerca artistica in un contesto che tende a marginalizzarla, rivendicare il tempo della creazione contro i ritmi accelerati della produzione culturale, aprire spazi di pensiero capaci di misurarsi con la complessità contemporanea. Il biglietto è gratuito e l’invito è quello di continuare a oscillare e difendere ciò che ci è caro, nonostante tutto. L’iniziativa promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e realizzata dall’Associazione Il Triangolo Scaleno.

Dal 16 al 18 dicembre 2025
Teatro India – Lungotevere Vittorio Gassman 1, Roma
info e programma completo: teatridivetro.it