FOROF apre la Stagione V tra musica e visioni

Con Alicja Kwade e la performance dei PAAR, FOROF inaugura un nuovo dialogo tra archeologia, musica e percezione contemporanea

Con MIRAGE, FOROF inaugura la quinta Stagione e apre un nuovo capitolo del suo racconto stratificato tra archeologia e contemporaneità. Il primo Episodio prende forma come un momento di attivazione dell’installazione INFRASUPRA di Alicja Kwade, curata da Valentino Catricalà, artista internazionale di origine polacca e vincitrice del Premio Roma Villa Massimo 2025/26, presente negli spazi ipogei affacciati sui Fori Imperiali fino al 28 luglio.

Il 16 dicembre, tra i marmi antichi della Basilica Ulpia, il suono diventa materia viva. La band tedesca PAAR interviene con una sequenza di azioni sonore che attraversano temi come l’alienazione urbana e l’illusione del reale, costruendo un dialogo diretto con le opere e con l’architettura stratificata dello spazio. Ne nasce un percorso immersivo, musicale e visivo insieme, che richiama le estetiche fredde e industriali della fine degli anni Settanta e dei primi Ottanta, mettendo in relazione epoche lontane e sensibilità contemporanee.

La performance non si limita a occupare lo spazio: lo ascolta, lo assorbe, lo restituisce. Così come accade in INFRASUPRA, anche MIRAGE gioca con la percezione, con ciò che appare solido e con ciò che invece scivola, si rifrange, si moltiplica. I PAAR — Ly Nguyen, Rico Sperl e Matthias Zimmermann — fondono voce, synth, chitarra e basso in un unico corpo sonoro che oscilla tra new wave, post-punk ed elettronica sperimentale, trasformando il concerto in un’esperienza sensoriale controllata e ipnotica.

MIRAGE è il primo di cinque Episodi che accompagneranno la Stagione V di FOROF, con interventi già annunciati della poetessa Jonida Prifti, del duo Masbedo, del sound artist Simone Pappalardo, fino a una chiusura ancora non svelata. Una programmazione che conferma l’identità di FOROF come luogo di attraversamento tra linguaggi, dove la performance non è evento isolato ma strumento di lettura dello spazio e del tempo.

La serata si chiude con un ulteriore livello esperienziale: un percorso gusto-sensoriale curato da Rimessa Roscioli, a ribadire l’idea di una cultura che coinvolge il corpo prima ancora dello sguardo. Tra rovine antiche e suoni contemporanei, MIRAGE restituisce l’immagine di un presente che si riflette nel passato, e viceversa, senza mai smettere di interrogare ciò che chiamiamo realtà.