Al Museo Boldrini Pietro Ruffo riporta in superficie un tempo profondo

Con "Foresta Fossile" Pietro Ruffo presenta un’installazione immersiva che restituisce forma sensibile a un passato di 1,5 milioni di anni

Il Museo Paleontologico “Luigi Boldrini” di Pietrafitta accoglie Foresta Fossile, installazione site specific di Pietro Ruffo che trasforma lo spazio museale in un dispositivo narrativo capace di connettere il tempo geologico con il presente della comunità. Il progetto, sostenuto da Il Museo Rigenera – programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura – prosegue il percorso di valorizzazione del museo attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, avviato nel 2024 con l’intervento murale di Alice Pasquini Il mondo sottosopra.

Pensata come un grande sipario tessile che avvolge e accompagna la collezione paleontologica, Foresta Fossile restituisce visivamente la vegetazione che popolava la valle di Pietrafitta circa un milione e mezzo di anni fa: querce, olmi, noci, noccioli, abeti e altre specie riaffiorano come apparizioni leggere, tratte dai sedimenti della lignite e tradotte in segni, stratificazioni, trasparenze. L’architettura cilindrica del museo diventa così una camera del tempo, un ambiente immersivo in cui arte, scienza e memoria dialogano senza gerarchie, offrendo al visitatore un’esperienza sensoriale e conoscitiva rinnovata.

Il progetto nasce da un processo partecipativo che ha coinvolto attivamente le comunità di Piegaro e Panicale, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Attraverso workshop educativi e creativi dedicati alla storia geologica del territorio e ai temi del cambiamento climatico, bambini, ragazzi e membri dell’associazione “Pro Museo Luigi Boldrini di Pietrafitta” – composta anche da ex lavoratori della centrale Enel e della miniera di lignite – hanno collaborato con l’artista alla realizzazione dei disegni confluiti nell’opera finale. Un gesto corale che ha trasformato il museo in luogo condiviso di produzione culturale, rafforzando il senso di appartenenza e la consapevolezza ambientale.

La dimensione educativa e sociale di Foresta Fossile si intreccia con una più ampia visione di rigenerazione territoriale. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle politiche dedicate alle aree interne, territori ricchi di risorse ambientali e culturali ma segnati da processi di marginalizzazione e trasformazioni industriali. In questo quadro, la collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, con il Comune di Piegaro e con Enel contribuisce a rileggere l’area dell’ex miniera come un museo industriale a cielo aperto, restituendo dignità culturale a un paesaggio profondamente segnato dalla storia produttiva del Novecento.

Per Pietro Ruffo, da sempre impegnato in una ricerca che attraversa natura, storia e libertà, Foresta Fossile rappresenta un ulteriore capitolo di un lavoro in cui il disegno e l’installazione diventano strumenti critici per interrogare il rapporto tra l’uomo e il tempo profondo. Qui, il passato remoto non è oggetto di contemplazione scientifica, ma materia capace di parlare al presente e di suggerire nuove forme di responsabilità collettiva.

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