Château La Coste rafforza la propria vocazione di luogo d’incontro tra arte contemporanea, architettura e paesaggio con Rashid Johnson, Sheree Hovsepian and Friends, un articolato programma espositivo che, dal 5 luglio 2026 al 31 gennaio 2027, si sviluppa attraverso tre mostre interconnesse disseminate nei diversi spazi della tenuta in Provenza. Più che una semplice successione di esposizioni, il progetto si presenta come una riflessione sul ruolo della comunità nella pratica artistica, mettendo al centro relazioni, collaborazione e amicizia come motori della creazione contemporanea.

Galerie Richard Rogers Photo © Stephane Aboudaram

Galerie Richard Rogers Photo © Stephane Aboudaram

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Fulcro del programma è la mostra personale di Rashid Johnson, ospitata nell’Auditorium progettato da Oscar Niemeyer. Reduce dalla grande retrospettiva al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, destinata a proseguire al Modern Art Museum di Fort Worth, l’artista americano presenta una selezione dei suoi celebri God Paintings, nuove sculture in bronzo realizzate appositamente per Château La Coste e il film Sanguine (2024), dedicato al tema della cura e dei legami familiari attraverso tre generazioni della sua famiglia. Le opere dialogano con l’architettura modernista del padiglione e con il paesaggio provenzale, affrontando temi come appartenenza, connessione e condivisione.

Parallelamente, il Padiglione Renzo Piano accoglie una nuova mostra personale di Sheree Hovsepian, che presenta tre monumentali sculture in bronzo – le più grandi mai realizzate dall’artista – insieme a una serie di lavori bidimensionali. La sua ricerca, che intreccia fotografia, pittura, assemblage e scultura, esplora la costruzione dell’identità attraverso frammentazione, memoria e trasformazione della figura femminile, mentre le nuove opere tridimensionali ampliano questi temi in chiave monumentale, mantenendo un forte carattere intimo e spirituale.

Il progetto culmina nella mostra collettiva Rashid, Sheree and Friends…, allestita nella Galleria Richard Rogers e curata dagli stessi Johnson e Hovsepian. L’esposizione riunisce oltre sedici artisti, tra amici e colleghi che hanno condiviso con i due protagonisti percorsi umani e professionali. Più che seguire un unico filo tematico, la mostra intende raccontare il valore delle reti di sostegno e delle relazioni personali nella costruzione della pratica artistica contemporanea. Tra gli artisti invitati figurano, tra gli altri, George Condo, Idris Khan, Oscar Murillo, Nicolas Party, Lorna Simpson, Sarah Sze, Henry Taylor e Hank Willis Thomas.



«Questa mostra è radicata nell’idea che una pratica artistica non esista in isolamento», afferma Sheree Hovsepian, sottolineando come il progetto rappresenti «un ritratto della connessione» costruito attraverso amicizie e collaborazioni. Per Rashid Johnson, invece, Château La Coste è «un luogo che invita alla riflessione e alla connessione», dove il gesto del riunirsi diventa parte integrante dell’esperienza artistica. Con questa iniziativa Château La Coste conferma la propria identità di laboratorio internazionale in cui arte, architettura e natura convivono in un unico ecosistema culturale. Dal 2011 la tenuta ospita installazioni permanenti di alcuni dei maggiori artisti e architetti contemporanei, tra cui Frank O. Gehry, Louise Bourgeois, Richard Rogers, Sophie Calle, Tracey Emin e Jean Nouvel, continuando ad arricchire il proprio percorso con nuovi progetti site-specific.


