Nottingham, un’avventura epica senza tempo

La leggenda di Robin Hood rivive, attraverso una chiave inedita, nei tre capitoli della serie d’Oltralpe che approda in Italia per Sergio Bonelli editore

«Le leggende sono spesso banali: ogni eroe ha un’identità segreta, ogni eroe ha un nemico giurato da affrontare. Ma per Robin Hood niente è semplice, specialmente se lui è anche lo sceriffo di Nottingham». Così la quarta di copertina del graphic novel scritto e sceneggiato da Vincent Brugeas ed Emmanuel Herzet, mentre i disegni sono di Benoît Dellac e i colori di Denis Bechu. Traduzione di Giovanni Zucca. La saga Nottingham, che si snoda lungo tre volumi cartonati (56 pagine ciascuno, 19 euro a volume, formato “22 x 30”) – i cui titoli sono Il riscatto del re, La caccia e Robin – arriva dal mondo dei fumetti d’Oltralpe.

Sergio Bonelli editore propone al pubblico un’esclusiva edizione libraria di questa epopea di successo, nell’ambito di un piano editoriale di respiro internazionale che ha già visto le uscite di libri a fumetti (assai diversi tra loro) come Tenebrosa di Hubert (sceneggiatore), Vincent Mallié (illustratore), Bruno Tatti (colorista) e La vita di Otama di Keiko Ichiguchi (sceneggiatore), Andrea Accardi (illustratore), Arianna Farricella (colorista).

Le oscure atmosfere dell’affascinante città inglese, con le ombre angoscianti della foresta di Sherwood, fanno da sfondo alla vicenda senza tempo del leggendario Robin Hood, il brigante idealista vissuto, si ritiene, nel periodo fra il 12° e il 13° secolo. In questa originale versione, il “nostro” non è solamente il fuorilegge che ruba ai ricchi per dare ai poveri – personificando l’aspirazione alla libertà e alla giustizia di chi non ha nulla – ma ha una doppia identità che aggiunge fascini e mistero al personaggio.

“Il riscatto del re” introduce la storia di Marianne (“tu lo sai che il mio villaggio è alla fame per colpa delle tasse”) e William (“la brava gente di Nottingham soffre già abbastanza la fame e il freddo. Non lasciare che subisca anche gli orrori di un’altra guerra”), lungo un racconto dalla trama complessa – ma non frammentata – che, in questo volume d’apertura, presenta al lettore sia i personaggi sia l’ambientazione. 

“La caccia” è il secondo volume. Una vicenda, che fa incursione a Londra, di banditi, ma anche di ladri, guerrieri e sceriffi (“le tradizioni non tollerano eccezioni. Certo gli sceriffi sono rappresentanti della corona, ma sono padroni sulle loro terre”). Senza dimenticare gli amori contrastati e l’ingresso di nuovi personaggi (“mi chiamo William Langland, canonico. Ero il segretario privato di monsignor Hugues de Puiset, principe vescovo di Durham e reggente del regno d’Inghilterra”). 

“Nottingham” si chiude con “Robin”, il terzo e l’ultimo racconto di questa saga di cappa e spada in cui nulla è come appare (“la vostra contea è stata teatro di recente di fatti particolari, e girano bizzarre voci. Pare che un brigante, che taluni chiamano l’incappucciato, turbi l’ordine pubblico del tutto impunemente”). Anche qui non mancano scontri con le armi (o a mani nudi), tradimenti, frecce scoccate in traiettorie paraboliche, inseguimenti, bisbocce. Difficilmente il lettore avrà tempo di annoiarsi. 

Lo ribadiamo: reinterpretare le leggende è materia complicata, da trattare con i guanti di velluto. In questo senso, Sergio Bonelli editore sfida un’avventura che più classica non si può, ma i ritmi serrati dei dialoghi (ben scritti) rendono la lettura fluida e avvincente. Così come i disegni di stampo realistico e i colori orchestrati da Bechu esaltano le vicissitudini dei vari personaggi. Certo, rispetto a “Robin Hood” la trama viene letteralmente stravolta, ma saper reinventare (bene) ha sempre il suo fascino tanto per chi conosce la storia “originale” quanto per chi vuole respirare aria nuova.

Info: sergiobonelli.it 

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