I progetti di Claire Tabouret per le nuove vetrate di Notre-Dame esposti a Parigi

I bozzetti realizzati a inchiostro su carta dall'artista saranno esposti al Grand Palais di Parigi fino al 15 marzo

Il 10 dicembre è stata inaugurata una mostra dei progetti della pittrice francese Claire Tabouret per sei nuove vetrate della cattedrale di Notre-Dame: i bozzetti a grandezza naturale, realizzati a inchiostro su carta dall’artista di Los Angeles, saranno esposti al Grand Palais di Parigi fino al 15 marzo 2026. Le nuove vetrate sostituiranno le luci del XIX secolo installate dagli architetti Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, figure chiave nel rinnovamento del restauro architettonico medievale in Francia, che si aggiudicarono l’incarico di restaurare la cattedrale nel 1843.

Il concorso internazionale per selezionare il progetto per le vetrate sostitutive, prevedeva l’obbligo di impiegare almeno un soggetto figurativo. Claire Tabouret ha trionfato tra una rosa di 110 proposte, e per la raffigurazione del suo progetto ha scelto la Pentecoste ovvero la discesa dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù. Mentre le figure in primo piano sono eseguite nello stile espressivo della pittrice e scultrice francese, lo sfondo di ogni vetrata cita il progetto originale di Viollet-le-Duc. Per questo progetto, Tabouret lavorerà con i più antichi laboratori di vetrate ancora in funzione a Reims: quelli del maestro Simon-Marq, fondati nel 1640

Le critiche dei conservatori

L’incendio del 2019 che ha distrutto la guglia e il tetto di Notre Dame non aveva danneggiato le vetrate originali, e la decisione presa dal presidente francese Emmanuel Macron e dall’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich di sostituirle con opere di un’artista contemporanea ha suscitato una forte opposizione e alcune critiche da parte dei conservatori. Alcuni di questi oppositori hanno organizzato una petizione che chiedeva a Macron di riconsiderare la decisione raccogliendo oltre 147.000 firme.

“Ogni volta che c’è un nuovo intervento artistico in una zona storica di Parigi, c’è una controversia, ed è interessante far parte di quella storia”, ha affermato l’artista. “Le colonne di Buren al Palais-Royal, la Piramide di IM Pei al Louvre diventano luoghi amati della città. I ​​cambiamenti dovrebbero essere fatti con cautela, e questo progetto è molto cauto, molto delicato, armonioso.”