Mimmo Paladino accende il centro storico di Perugia

Un progetto site-specific trasforma Corso Vannucci in un paesaggio di segni, simboli e memorie collettive

Sotto il periodo natalizio il centro storico di Perugia cambia volto: le luminarie firmate da Mimmo Paladino, maestro della Transavanguardia, sospendono sull’asse di Corso Vannucci un nuovo paesaggio di luce, un racconto visivo che lega identità urbana, memoria e immaginazione. Il progetto, intitolato Concerto in piazza, si inserisce all’interno di un ampio omaggio all’artista campano, protagonista in città con un’articolata mostra diffusa tra la Galleria Nazionale dell’Umbria, la Rocca Albornoziana di Spoleto e il Palazzo Ducale di Gubbio, in una più ampia strategia culturale che fa della città umbra un laboratorio visivo aperto.

Le luminarie si articolano come un percorso simbolico in cui ricorrono il grifo, emblema civico e figura mitica che domina la storia perugina, profili stilizzati di borghi medievali, volti, croci e frammenti che appartengono alla grammatica iconica di Paladino. Tra questi, spicca la silhouette della Fontana Maggiore, trasformata in un segno essenziale, sospeso tra tradizione e astrazione. Ogni modulo luminoso diventa parte di una partitura: un ritmo, una cadenza, una pausa visiva che accompagna lo sguardo e invita alla scoperta. La scelta di affidare a un artista il volto natalizio della città risponde a un preciso intento: trasformare lo spazio pubblico in luogo di incontro tra comunità e contemporaneità, superando l’estetica del folklore e incorporando un livello di riflessione culturale.

Il titolo stesso dell’intervento, Concerto in piazza, richiama l’idea di un momento condiviso, di un’azione collettiva capace di unire persone e linguaggi. In questo senso, le luminarie non sono un ornamento ma un gesto di appartenenza, capace di restituire al centro storico una nuova centralità emotiva. Il progetto dialoga inoltre con l’imponente installazione che Paladino ha firmato per il cantiere di Palazzo Baldeschi, dove il ponteggio si trasforma in un grande “telo pittorico” urbano. Di giorno il segno dipinto, di notte la vibrazione luminosa: due interventi che, pur diversi, costruiscono una narrazione coerente e riconoscibile.