Dopo quasi vent’anni di attesa e degrado, l’ex Reggiani di Bergamo si prepara finalmente a cambiare volto. L’area industriale dismessa di oltre 100mila metri quadrati, a ridosso dello stadio e compresa tra via Legrenzi, viale Giulio Cesare e il quartiere Finardi, ha trovato una nuova destinazione: qui sorgerà il futuro headquarter della Crs Impianti e Costruzioni spa di Gorle, progettato da uno dei maestri dell’architettura contemporanea, Tadao Ando, premio Pritzker e firma tra le più riconoscibili della scena internazionale.

Il gruppo guidato da Stefano e Andrea Civettini ha acquisito la porzione nord del comparto, mentre la parte restante rimane al Gruppo Manzi, che realizzerà nuove residenze, servizi e il recupero dell’altro edificio storico presente nell’area. Il progetto complessivo punta a una riqualificazione profonda, con un cronoprogramma che mira a completare gli interventi tra il 2028 e il 2029.
Un aspetto centrale del piano è la valorizzazione del passato industriale: saranno infatti mantenuti i due edifici progettati da Alziro Bergonzo, architetto che ha firmato alcuni dei più importanti interventi modernisti della città. Accanto alle operazioni di restauro, sono previste demolizioni e nuove costruzioni, oltre alla sistemazione degli spazi aperti e all’introduzione di funzioni inedite per il quartiere. La messa in sicurezza dell’area partirà già dalla prossima settimana, mentre l’iter autorizzativo dovrebbe chiudersi nella primavera del 2026.


Per la sindaca Elena Carnevali, l’avvio del progetto segna un passaggio strategico per Bergamo: “Dopo le operazioni ex Sace, ex Migliavacca e l’apertura del cantiere Montelungo, anche l’ex Reggiani riparte. È un’area che la città aspettava da tempo e ringrazio la proprietà per la scelta: Bergamo deve continuare a sostenere un sistema manifatturiero all’avanguardia, capace di attrarre attività innovative e terziarie”.
Il nuovo complesso aziendale immaginato da Ando unirà qualità architettonica e funzionalità: uffici, laboratori tecnici, spazi per ricerca e innovazione, aree verdi e un hub per la formazione interna, con l’obiettivo di creare una sede moderna e riconoscibile. L’intervento si inserisce in una più ampia stagione di rigenerazione urbana che negli ultimi anni ha riportato alla vita edifici storici e aree dismesse, dai caselli ferroviari alle ex caserme, contribuendo a ridisegnare il paesaggio bergamasco.
L’ex Reggiani, simbolo di un passato industriale importante e di un lungo periodo di incertezza, si prepara così a diventare uno dei cantieri più significativi del prossimo quinquennio, guidato dalla visione architettonica di uno dei protagonisti della scena mondiale


