In un annuncio che ha sorpreso il mondo della moda, Versace ha dichiarato che Dario Vitale, nominato direttore creativo appena nell’aprile 2025, lascerà ufficialmente il suo incarico il 12 dicembre 2025.
La decisione arriva a stretto giro rispetto al perfezionamento dell’acquisizione del brand da parte del Prada Group, suggellata in queste ore dopo un accordo da circa 1,3–1,4 miliardi di dollari. In una nota ufficiale, Versace ringrazia Vitale “per il contributo eccezionale allo sviluppo della strategia creativa durante questo periodo di transizione” e annuncia che, in attesa del prossimo direttore creativo, sarà l’attuale CEO a supervisionare il team creativo interno.

La nomina di Vitale a capo della creatività segnava una svolta per Versace: per la prima volta, un esterno non appartenente alla famiglia, assumeva la guida artistica della maison. Dopo quasi trent’anni con Donatella Versace al timone, il passaggio era visto come un possibile rilancio generazionale. Il debutto dell’ex direttore design e immagine di Miu Miu, avvenuto con la collezione SS26 presentata a settembre 2025, era stato accolto con un mix di entusiasmo e curiosità: alcuni critici hanno sottolineato il ritorno a un’estetica più classica e lussuosa, con un omaggio agli elementi storici della maison. Eppure, dopo una sola stagione e pochi mesi in carica, Vitale lascia: un segnale chiaro di come l’acquisizione da parte di Prada stia ridefinendo non solo asset finanziari, ma anche strategia creativa e governance del brand.

Prada, acquisizione e nuova era
Il passaggio di Versace sotto il controllo del Prada Group è il fattore che più di ogni altro sembra aver influito sulla decisione. L’operazione, costata circa 1,3-1,4 miliardi di dollari, segna un significativo cambio di rotta per la maison milanese: nuova proprietà, nuovi vertici, e probabilmente nei prossimi mesi un nuovo direttore creativo. Secondo fonti vicine al dossier, la scelta di far uscire Vitale è in parte dettata dalla volontà di Prada di rilanciare Versace sotto un profilo più coerente con la strategia del gruppo. Alcuni analisti segnalano che, durante la trattativa, lo stile creato da Vitale non fosse considerato in linea con la direzione che la nuova proprietà intende imprimere al marchio



