Nel paesaggio verticale di Manhattan è comparsa una nuova presenza monumentale: la sede globale di JP Morgan Chase, un edificio che si distingue nettamente per dimensioni e configurazione tra i profili più affilati della città . La torre, caratterizzata da una massa compatta e da un’articolazione volumetrica per blocchi sovrapposti, si affaccia sullo skyline come una delle strutture più imponenti dell’area.
Progettato da Foster + Partners, il grattacielo raggiunge i 423 metri di altezza e si sviluppa su 60 piani, con una quantità di acciaio strutturale – circa 95.000 tonnellate – superiore a quella impiegata per edifici storici più alti o ampi. Il risultato è una costruzione dalla forte presenza materica, visibile anche alla base, dove gruppi di colonne d’acciaio si aprono verso il suolo per adattarsi alle infrastrutture ferroviarie sotterranee. Questi elementi plastici conferiscono al podio dell’edificio un carattere scultoreo.

Foster unisce architettura e interventi artistici
Attorno al perimetro esterno sono stati realizzati nuovi spazi pubblici di proprietà privata, con gradinate, aiuole e passaggi pedonali. Sul lato di Madison Avenue un intervento artistico di Maya Lin introduce una parete di massi scolpiti, mentre su Park Avenue il grande atrio vetrato lascia intravedere un vessillo statunitense sospeso sotto un pennone bronzeo di 12 metri, opera dello stesso Norman Foster.
All’interno, gli ambienti sono concepiti per accogliere circa 10.000 dipendenti in un sistema integrato di servizi. L’atrio, alto 24 metri, è rivestito in travertino proveniente da una singola cava italiana e include due opere di Gerhard Richter. Le parti comuni comprendono ristoranti, aree di benessere, spazi per la meditazione, un centro fitness e servizi sanitari. I piani adibiti a uffici, privi di colonne interne, sono illuminati da sistemi che regolano la luce in funzione dei ritmi circadiani, con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro ottimizzato e tecnologicamente avanzato.
La torre diventa particolarmente riconoscibile di notte, quando la sua sommità si illumina grazie a un intervento artistico di Leo Villareal: una corona luminosa dinamica, visibile da grande distanza, che anima la facciata con sequenze di luce ascendenti.

Un nuovo profilo per Midtown East
Il nuovo edificio sostituisce la precedente sede di Union Carbide, un grattacielo realizzato nel 1960 da SOM e demolito in seguito alle nuove possibilità urbanistiche introdotte nel 2017, che consentono di acquistare e trasferire diritti edificatori da strutture storiche limitrofe. JP Morgan ha così potuto ampliare il volume massimo consentito, acquisendo diritti d’aria da Grand Central Terminal e dalla chiesa di St. Bartholomew.
La torre è solo la prima di una nuova generazione di edifici di grande scala previsti per Midtown East, dove altri progetti – sempre firmati da studi internazionali – mirano a ridisegnare il distretto con grattacieli di altezza paragonabile. È un processo che riflette la volontà della città di rinnovare la propria capacità attrattiva per le sedi aziendali globali.
In parallelo, JP Morgan ha annunciato l’avvio del suo futuro quartier generale europeo a Londra, nel quartiere di Canary Wharf, progettato anch’esso da Foster + Partners. Con una superficie prevista di circa 280.000 metri quadrati, sarà uno degli edifici per uffici più grandi del Regno Unito.



