Mercoledì 3 dicembre, alle ore 18, Triennale Milano conferisce il Diploma d’onore a Massimo Minini, figura centrale dell’arte contemporanea italiana. Gallerista, intellettuale, editore e instancabile animatore culturale, Minini ha trasformato negli ultimi cinquant’anni la sua galleria di Brescia in un crocevia di visioni, incontri e dibattiti capaci di permeare la scena nazionale e internazionale.
A celebrarne il percorso saranno Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, e Carla Morogallo, direttrice generale dell’istituzione; la cerimonia sarà moderata dalla giornalista Francesca Pini e arricchita dalle testimonianze di critici, curatori, artisti e collezionisti che hanno condiviso con Minini frammenti di storia e di metodo.

Massimo Minini, una vita per l’arte
Raccontare Massimo Minini significa ripercorrere un tratto decisivo dell’arte degli ultimi cinquant’anni. La sua galleria, fondata a Brescia nel 1973, è stata fin dall’inizio un laboratorio aperto, un luogo in cui concettuale, minimalismo, fotografia, poesia visiva e nuove sperimentazioni hanno trovato non soltanto una vetrina, ma un interlocutore curioso, colto, mai appagato. Minini ha portato in Italia artisti che avrebbero segnato una generazione – da Dan Graham a Robert Barry, da Sol LeWitt a Giulio Paolini – creando un lessico comune tra linguaggi spesso distanti e costruendo, con pazienza e ostinazione, una comunità attorno alle idee. «Una galleria non è un negozio: è una conversazione», ha ricordato più volte. Una frase che restituisce perfettamente la sua postura: un gallerista che ha fatto della propria professione un esercizio di attenzione, di fedeltà, di brillante ironia, lasciando ai muri della galleria non soltanto opere, ma storie, incontri, interi pezzi di memoria collettiva.


Nel tempo, la Galleria Massimo Minini è diventata un punto di riferimento per la critica, per gli artisti, per i collezionisti, e oggi, nel conferimento del Diploma d’onore, c’è anche il riconoscimento a un modo raro di stare nel contemporaneo: con leggerezza e profondità, con la capacità di trasformare ogni relazione in una traiettoria culturale.
L’incontro del 3 dicembre si chiuderà con la possibilità di vedere le opere di Robert Barry esposte in Cucina Triennale, grazie alla collaborazione con la Galleria Massimo Minini: un omaggio ulteriore a una storia fatta di costellazioni affettive e intellettuali, di artisti seguiti per decenni, di dialoghi che diventano opere e opere che aprono nuove idee di dialogo.





