Il Museo dell’Ara Pacis accoglie una delle mostre più attese della stagione, Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts, aperto al pubblico fino al 3 maggio 2026. Un viaggio attraverso cinquant’anni di pittura europea che riunisce, in un’unica narrazione, i protagonisti assoluti della modernità – da Degas a Renoir, da Cézanne a Van Gogh, fino alle avanguardie parigine di Matisse e Picasso e alla potenza visionaria degli espressionisti tedeschi.

Danzatrici nella stanza verde
1884
Detroit Institute of Arts
Gift of W. Warren and Virginia Shelden in memory of Mrs. Allan Shelden

Natura morta con candele cadute
1929
Detroit Institute of Arts
City of Detroit Purchase

Studio per dipinto con forma bianca
1913
Detroit Institute of Arts
Gift of Mrs. Ferdinand Moeller
La rassegna, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, porta a Roma 52 opere provenienti da una delle collezioni statunitensi più importanti al mondo, il Detroit Institute of Arts, istituzione che già nei primi decenni del Novecento aveva intuito la portata rivoluzionaria dell’arte europea moderna. L’esposizione è coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Rive dell’Oise a Auvers
1890 Detroit Institute of Arts Bequest of Robert H. Tannahill

Ritratto di giovane con il cappello
1919
Detroit Institute of Arts
Bequest of Robert H. Tannahill

Ritratto di donna 1917-1920 Detroit Institute of Arts City of Detroit Purchase
Il cuore del rinnovamento francese
Il percorso si apre con la stagione che riscrisse il rapporto tra pittura e realtà: l’impressionismo. Le tele di Degas, Renoir, Cézanne, Pissarro e Sisley restituiscono le tensioni di una pittura che cerca nella vita moderna e nella luce naturale una nuova grammatica visiva. Tra le opere di maggiore impatto, spiccano Bagnanti di Cézanne e Donna in poltrona (1874) di Renoir, scelto come visual della mostra, insieme a lavori che testimoniano la persistenza del linguaggio impressionista oltre i confini francesi, come il dipinto del 1916 di Max Liebermann.




Dopo l’ultima mostra impressionista del 1886, la pittura francese apre a sperimentazioni sempre più radicali. In mostra, questa evoluzione si coglie nella costruzione solida della forma in Cézanne – rappresentato anche da una Sainte-Victoire dei primi Novecento – e nella vibrante musicalità cromatica di Van Gogh, dove la pennellata ritmica diventa riflesso fisico dello stato emotivo dell’artista. La sezione centrale è dedicata alla Parigi dei primi decenni del Novecento, quando la capitale francese diventa un laboratorio internazionale di idee, forme e sguardi. Di Picasso sono esposte sei opere che raccontano l’evoluzione di uno dei percorsi più influenti della storia dell’arte: dal periodo rosa alla stagione cubista fino ai ritratti degli anni Venti.



I tre dipinti di Matisse (1916–1919) mostrano invece il passaggio da un rigore quasi scultoreo a una pennellata più libera e sensuale, segnata dall’influenza di Renoir. Accanto a loro, la ricca costellazione della Scuola di Parigi: le opere cubiste di María Blanchard – unica donna presente nella selezione del DIA – e di Juan Gris, insieme ai dipinti espressionisti di Modigliani e Soutine, testimoniano l’energia di una città che, nel giro di pochi anni, cambierà per sempre il volto dell’arte moderna. Il percorso si chiude con una sezione dedicata all’Espressionismo tedesco, cuore delle acquisizioni del Detroit Institute of Arts grazie alla visione del direttore Wilhelm R. Valentiner (1924–1945). I dipinti di Kandinsky, Pechstein e Feininger raccontano gli anni pionieristici di Die Brücke e del Blaue Reiter, mentre le opere del dopoguerra restituiscono la tensione di un’epoca ferita: le figure dure di Heckel e Schmidt-Rottluff, la drammaticità di Nolde e Kokoschka, fino al potente Autoritratto del 1945 di Max Beckmann, testimoniano la ricerca di un nuovo linguaggio in un continente devastato.
Photo: Impressionismo e Oltre, Ara Pacis. Photo Monkeys Video Lab


