in-sectum: Michele Guido e i nuovi paesaggi della ricerca curatoriale

A Spazio Murat inaugura il progetto di Michele Guido che ripensa il paesaggio come dispositivo politico, relazionale e biologico

Cosa significa, oggi, parlare di paesaggio? Da quest’interrogativo è nato un laboratorio di sguardi che ha progressivamente trasformato l’idea di paesaggio in un dispositivo vivo, politico, relazionale. Da Spazio Murat a Bari, il 28 novembre, ha inaugurato in-sectum. raccolte residui sedimenti, mostra personale di Michele Guido che rappresenta la sintesi più tangibile di questo spunto critico.

La mostra arriva al termine di un lavoro collettivo avviato nei mesi scorsi con Paesaggi Espansi, workshop curatoriale curato da Maria Giovanna Mancini e Gianpaolo Cacciottolo. Un percorso che ha riunito un gruppo selezionato di giovani curatrici, curatori, studentesse e studenti attorno a una riflessione condivisa: considerare il paesaggio non più come semplice veduta, ma come spazio denso di relazioni, politiche, processi e trasformazioni.

Il workshop, costruito attraverso incontri, analisi e momenti di confronto diretto, ha proposto una lettura del paesaggio come dispositivo attivo, capace di far dialogare pratiche artistiche, dinamiche partecipative e approcci critico-curatoriali. I contributi di due figure centrali della scena internazionale, Lucrezia Cippitelli e Viktor Misiano, hanno ampliato ulteriormente il campo, affrontando i rapporti tra paesaggio, archivio, partecipazione e modelli espositivi contemporanei. In questo contesto, le partecipanti e i partecipanti hanno lavorato con Michele Guido, artista la cui ricerca indaga da anni le morfologie botaniche, i processi naturali e la dimensione biomorfica come strumenti per ripensare formati, spazi e immaginari. La mostra restituisce questa tensione sperimentale attraverso un impianto ibrido che rilegge il formato della personale con un approccio curatoriale condiviso. Il confronto ha portato alla definizione di un progetto espositivo che mette in discussione le nozioni tradizionali di raccolta e collezione, aprendo un orizzonte in cui residui, sedimenti e frammenti biologici diventano materia narrativa e dispositivo di lettura del paesaggio.

Il progetto espositivo è curato da Gianpaolo Cacciottolo con Oronzo Blonda, Annalisa Ciliberti, Luigi Di Bitonto, Giacoma Di Vieste, Ilenia Mariarosaria Esposito, Giovanna Fiore, Federica Giangaspero, Sara Lauriola, Sara Maffia, Gaia Martinelli, Diego Osimo e Rossana Pagliaro, a testimonianza della dimensione processuale e corale del percorso.

in-sectum, raccolte residui sedimenti
Spazio Murat – Piazza del Ferrarese 1, Bari
fino al 3 dicembre
spaziomurat.it