La notte tra il 28 e il 29 novembre si è spento improvvisamente Bruno Paneghini, figura che ha saputo congiungere in modo unico il mondo dell’impresa tecnologica e quello della cultura. Fondatore e presidente di Reti Spa, Paneghini non era soltanto un imprenditore visionario: amava definirsi “un cercatore di connessioni”, e proprio questa inclinazione lo aveva portato a costruire un rapporto profondo e quotidiano con l’arte.
Il suo percorso nel collezionismo nacque quasi per caso, da un’opera acquistata senza intenzione di creare un progetto. Con il tempo, insieme alla moglie Ilenia, Paneghini trasformò quella scintilla in una vera Collezione Paneghini: oltre 300 lavori tra dipinti, installazioni, fotografie e sculture. Una raccolta non pensata come semplice patrimonio privato, ma come piattaforma di dialogo e di stimolo, aperta a collaborazioni, mostre e percorsi di valorizzazione culturale.

Il cuore di questa esperienza oggi vive nell’ex cotonificio Venzaghi, edificio del primo Novecento che Paneghini aveva salvato dall’abbandono trasformandolo non solo nella sede di Reti Spa, ma anche in un campus dell’innovazione creativa. Un luogo dove la storia industriale bustocca incontra la contemporaneità e dove l’arte assume un ruolo quotidiano, accanto agli spazi di formazione e ricerca.
Convinto che l’estetica potesse favorire il benessere e alimentare la curiosità, Paneghini vedeva nell’arte non un ornamento ma un linguaggio. «Il bello crea connessioni e allarga gli orizzonti», ripeteva spesso, sintetizzando una filosofia che ha permeato ogni suo progetto, dall’impresa all’educazione.

La sua attenzione alla crescita delle nuove generazioni lo aveva portato, nel 2024, alla presidenza di ITS Incom, istituto dedicato alle tecnologie della comunicazione, oggi in transizione verso il palazzo storico Minoletti di Gallarate. Anche qui, immaginava un ambiente dove cultura, formazione e innovazione potessero contaminarsi reciprocamente.
La scomparsa di Bruno Paneghini lascia un vuoto non solo nel settore IT, ma soprattutto nel panorama culturale regionale, dove la sua capacità di connettere mondi apparentemente distanti resterà un esempio di visione contemporanea.


