Dal 27 novembre diventano operative le direttive del Charities Act 2022 volte a semplificare i pagamenti e le transazioni chiamati “ex gratia”, ovverosia pagamenti volontari non legati a obblighi legali, che un ente decide di fare per buona volontà. Tra le novità più importanti ci sarà la possibilità per gli enti di beneficenza di autorizzare in autonomia alcune forme di piccoli pagamenti, senza appellarsi alla Charity Commission, come precedentemente stabilito dal “Charities Act 2011“, aggiornato proprio nei giorni scorsi. Tali cambiamenti coinvolgono anche musei e gallerie d’arte britanniche molto importanti e per alcuni di questi sarà più facile restituire opere ad altri paesi europei.

I cambiamenti previsti
Il tetto massimo dei pagamenti è relativo al reddito dell’ente dell’anno precedente, si legge nella Carta: «Limiti finanziari scalari: l’importo massimo che un ente di beneficenza può pagare senza l’approvazione della Commissione si basa sul suo reddito annuo lordo dell’esercizio finanziario precedente. I pagamenti superiori a questa soglia finanziaria richiedono comunque l’autorizzazione della Charity Commission».
La cifra massima è di 20mila di sterline per transazione, mentre per quanto riguarda i destinatari esteri non è stato previsto nessun limite massimo dal Governo. 16 musei rimarranno esclusi da tale normativa, si tratta di musei con vincoli statuari, tra cui la Tate Modern e il British Museum. L’obiettivo dichiarato dal Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport prevede che alcuni musei possano beneficiare della semplificazione burocratica.

La supervisione della Charity Commission
La Charity Commission è l’ente governativo indipendente che registra e regolamenta le organizzazioni benefiche in Inghilterra e Galles. Il suo scopo è di essere un ente regolatore competente, equo, equilibrato e indipendente, affinché le organizzazioni benefiche possano prosperare. Per alcuni specifici enti di beneficenza nazionali, principalmente musei e gallerie, la legislazione vigente impedisce loro di effettuare pagamenti morali relativi ai beni presenti nelle loro collezioni. Potranno tuttavia effettuare piccoli pagamenti morali al di sotto delle soglie finanziarie pertinenti da altri beni senza l’autorizzazione della Charity Commission, o al di sopra dei limiti previsti se c’è un autorizzazione. Le nuove norme però non possono essere applicate retroattivamente, pertanto qualsiasi richiesta già presentata per ottenere l’autorizzazione a effettuare un pagamento morale sarà presa in considerazione ai sensi della legislazione precedente.


