Pistoletto riceve a Palazzo Chigi il Premio De Sanctis Sostenibilità

Il riconoscimento è stato attribuito al maestro biellese in virtù del rapporto tra arte, responsabilità civile e ambiente

La Sala Verde di Palazzo Chigi ha fatto da cornice alla premiazione di Michelangelo Pistoletto, protagonista indiscusso della seconda edizione del Premio De Sanctis Sostenibilità. L’artista biellese, figura cardine dell’arte italiana contemporanea, è stato insignito del riconoscimento dal presidente della Corte dei Conti Guido Carlino, in presenza delle principali istituzioni e del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

La scelta di Pistoletto non è casuale. Da anni il suo lavoro rappresenta uno dei contributi più coerenti e incisivi al dibattito sulla responsabilità culturale e ambientale. Con il Terzo Paradiso, manifesto visivo di una possibile alleanza tra natura e società, e con le attività sviluppate attraverso Cittadellarte, l’artista ha tradotto i temi della sostenibilità in pratiche artistiche e progetti condivisi, capaci di generare impatto nel territorio e nel tessuto sociale.

«La sostenibilità è la grande questione strategica del nostro tempo», ha dichiarato il ministro Pichetto Fratin nel corso della cerimonia. Parole che sembrano dialogare direttamente con il percorso dell’artista, che ha trasformato l’arte in uno strumento di consapevolezza collettiva, capace di attraversare discipline, comunità e istituzioni.

La premiazione di Pistoletto ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’evento organizzato dalla Fondazione De Sanctis, non solo per il valore simbolico della sua ricerca, ma per il ruolo che l’artista continua a esercitare nel dibattito contemporaneo. In un panorama in cui la sostenibilità è spesso relegata a slogan o strategia comunicativa, il suo nome richiama l’importanza di un pensiero concreto, radicato nella capacità dell’arte di incidere sull’immaginario e sulle pratiche del presente. E con questo riconoscimento, il Premio De Sanctis Sostenibilità rinnova il proprio impegno nel valorizzare figure capaci di orientare il discorso pubblico, confermando, attraverso Pistoletto, che la transizione ecologica non può prescindere da un investimento culturale.