Nel deserto dell’Hejaz la delegazione del Parco Archeologico di Pompei ha trovato un interlocutore sorprendentemente affine. Guidata dal direttore Gabriel Zuchtriegel, la missione italiana è stata accolta dalla Royal Commission for AiUla (RCU) nell’ambito del Quadro di Cooperazione Culturale siglato tra Arabia Saudita e Italia, un accordo che intende favorire lo scambio di saperi, tecniche e visioni legate alla tutela del patrimonio.

Al-‘Ula, con le sue tombe monumentali di oltre duemila anni e le tracce di insediamenti umani che risalgono fino a duecentomila anni fa, rappresenta una delle testimonianze più stratificate della storia del Medio Oriente. Pompei, al contrario, è l’immagine cristallizzata di un singolo istante, l’istantanea di una civiltà sorpresa dall’eruzione del 79 d.C. Due luoghi diversissimi, ma uniti dalla stessa necessità di raccontare il passato a un pubblico globale, senza tradirne la fragilità.
Il confronto tra le due istituzioni si è concentrato sui temi oggi più urgenti per la gestione dei grandi siti archeologici: la conservazione, la narrazione digitale e l’organizzazione responsabile dei flussi turistici. «Oggi i viaggiatori non vogliono solo osservare la storia, vogliono sentirsi parte di essa», ha affermato Phillip Jones, Chief Tourism Officer di RCU. Una riflessione che intercetta la nuova sensibilità del turismo culturale, sempre più orientato verso esperienze immersive e consapevoli. L’obiettivo è far sì che camminare tra i resti di Pompei o tra le tombe nabatee di Hegra non significhi soltanto “vedere”, ma entrare in risonanza con un patrimonio di storie, artigianati e culture che continuano a modellare il presente.
Zuchtriegel ha sottolineato come la cooperazione vada ben oltre lo scambio scientifico. È, piuttosto, un incontro tra modi di concepire il passato e di farlo dialogare con il mondo contemporaneo. «Pompei e Al-Ula condividono la convinzione che il patrimonio archeologico possa essere un ponte tra culture», ha dichiarato il direttore. Una missione comune che affida ai visitatori un ruolo attivo: quello di esploratori responsabili, chiamati a osservare con meraviglia ma anche con rispetto.



