Il nuovo maxi-museo del Cairo già sotto accusa: il caso delle quote per i visitatori

La divisione dei biglietti tra egiziani e stranieri scatena accuse di discriminazione e richieste di revisione del sistema

A poche settimane dall’apertura, il Grand Egyptian Museum del Cairo è già al centro di una polemica politica per il sistema di bigliettazione che separa gli ingressi destinati a cittadini egiziani e visitatori stranieri. La discussione si è accesa dopo che, in un solo giorno, il museo ha venduto 27.000 biglietti, superando di gran lunga il limite giornaliero fissato a 20.000. Il direttore generale, Ahmed Ghoneim, ha confermato che esistono quote distinte per le due categorie di pubblico, pur assicurando che il rapporto non supererà mai il 60%-40% in nessuna direzione.

Il deputato Freddy Elbaiady, vicepresidente del Partito Socialdemocratico Egiziano, ha contestato duramente il sistema, sostenendo, come riporta The Art Newspaper, che nessun cittadino dovrebbe trovare il proprio accesso limitato da una quota prefissata: “Gli egiziani non possono ritrovarsi in una corsia secondaria per accedere al loro stesso patrimonio”, ha dichiarato. E ha aggiunto che, se è normale applicare tariffe differenziate per i turisti, è invece inaccettabile che un museo nazionale possa dire ai cittadini che “per oggi non ci sono più posti disponibili per voi” mentre l’affluenza dei visitatori stranieri continua.

Il museo, pur non replicando direttamente al parlamentare, ha annunciato nuove misure per controllare i flussi: l’introduzione di un sistema di prenotazione anticipata con fasce orarie obbligatorie, operativo dal 16 novembre, e che dal 1° dicembre diventerà l’unico modo per acquistare i biglietti. Al momento, il costo d’ingresso è di 200 EGP (circa £3,20) per gli egiziani e 1.450 EGP (£23,20) per i visitatori arabi e di altre nazionalità.

Situato accanto alle piramidi di Giza e frutto di una partnership pubblico-privata tra la società Hassan Allam e il Ministero del Turismo e delle Antichità, il GEM rappresenta il più ambizioso progetto museale dell’Egitto contemporaneo. La polemica odierna non riguarda soltanto un sistema di bigliettazione: porta alla luce il delicato equilibrio tra ambizione turistica globale e diritto dei cittadini a vivere senza ostacoli la propria eredità culturale.