A un anno dalla sua apertura, il Museo del Corso – Polo museale rilancia la sua ambizione, quello di diventare uno dei principali punti di riferimento culturali della scena artistica romana. La stagione 2025-2026, presentata dalla Fondazione Roma, conferma questa direzione con un programma articolato che intreccia grandi mostre, riscoperta del patrimonio storico, percorsi archivistici e spazi museali ripensati in chiave contemporanea. Un’offerta che, come sottolinea il presidente Franco Parasassi, mira a rendere il museo “un luogo aperto, accessibile e inclusivo, capace di raccontare la storia della capitale e, al contempo, di proiettarsi verso l’Europa e il mondo”.


Cuore della nuova stagione è la grande esposizione Omaggio a Carlo Maratti, aperta al pubblico fino al 12 aprile 2026, allestita a Palazzo Sciarra Colonna in occasione del quarto centenario della nascita del maestro marchigiano. Tre sezioni – Arcadia, pittura sacra e ritrattistica – ripercorrono la carriera dell’artista che seppe coniugare classicismo e barocco in una sintesi elegante e moderna. Tra i punti di maggiore rilievo, il rientro in Italia del Ritratto di Gaspare Marcaccioni, acquisizione che arricchisce in modo significativo la collezione della Fondazione Roma, segnando un importante recupero per il patrimonio nazionale.





Accanto alla celebrazione di Maratti, la Fondazione propone un progetto di rara profondità documentaria: De arte pingendi. La pittura nelle carte del Monte di Pietà di Roma, ospitato nell’Archivio storico. Una mostra che parte da una suggestione daliniana – i “50 segreti magici per dipingere” – per esplorare il rapporto tra arte, committenza e istituzioni attraverso secoli di storia. Qui trovano posto due prestiti eccezionali: il Trattato della pittura di Leonardo da Vinci (1540) dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e la lettera di Raffaello a Leone X (1519), concessa dall’Archivio di Stato di Mantova. Documenti che dialogano con materiali dei fondi archivistici del Monte di Pietà e della Cassa di Risparmio di Roma, restituendo uno sguardo originale sulle dinamiche artistiche tra Rinascimento e età moderna.




La stagione segna anche la riapertura, in veste completamente rinnovata, della collezione permanente di Palazzo Sciarra Colonna: un percorso che attraversa quattro secoli di arte – dal ‘400 al’700 – tra dipinti, sculture, arredi, arazzi, corami e la preziosa numismatica storica. Tornano inoltre le visite guidate agli Appartamenti del Cardinale, con la Biblioteca e il Gabinetto degli specchi progettati da Luigi Vanvitelli, ogni prima domenica del mese. Una delle novità più affascinanti è la trasformazione del caveau di Palazzo Cipolla in un deposito visitabile: uno spazio che mantiene la solennità della sua antica porta blindata, ma la reinterpreta come accesso a un percorso didattico immersivo. Le otto pareti ottagonali, dedicate a episodi e simboli della Bibbia, guidano il visitatore in una camera del tesoro dove opere di epoche differenti dialogano secondo affinità visive e narrative. Una vera riserva aurea della Collezione permanente, pensata per rendere leggibile e condiviso ciò che solitamente resta nascosto.


Il racconto del contemporaneo prosegue poi al piano terra di Palazzo Cipolla con Dalí. Rivoluzione e Tradizione: oltre sessanta opere che ripercorrono l’universo creativo del genio catalano, dal rapporto con le avanguardie al confronto con i maestri del passato. Promossa dalla Fondazione Roma con la Fundació Gala-Salvador Dalí e organizzata da MondoMostre, l’esposizione consolida la vocazione internazionale del Museo del Corso. Tra grandi nomi, archivi rivelati e nuove forme di accessibilità, la Fondazione Roma conferma la volontà di fare del Museo del Corso un laboratorio culturale aperto alla città. Visite guidate, attività per le scuole e laboratori didattici accompagneranno una stagione che punta a coniugare studio, emozione e partecipazione, rafforzando il ruolo del Polo museale come presidio di conoscenza e comunità nel cuore di Roma.


