L’opera incompleta di Angelo Azzellini diventa un libro

Il volume curato da Ria Lussi raccoglie dipinti, taccuini e testimonianze per ricostruire la parabola di Azzellini, artista scomparso prematuramente e oggi oggetto di una riscoperta critica

L’opera incompleta di Angelo Azzellini è un libro che restituisce, con precisione affettiva e rigore critico, la parabola breve e luminosa di un artista rimasto sospeso nel tempo. Azzellini appare nelle pagine come una presenza lieve, schiva, quasi appartata: un giovane pittore che lasciava parlare i quadri al posto suo, affidando alla materia e al colore l’urgenza di un mondo interiore in costante ebollizione. Ria Lussi — curatrice del volume e testimone diretta della sua vita — ricompone qui il mosaico di un percorso artistico interrotto troppo presto, costruendo un itinerario à rebours che attraversa dipinti, taccuini, incisioni, fotografie e memorie, fino a tratteggiare il ritratto di un talento rigoroso, silenzioso, profondamente dedito alla pittura come forma di verità.

Il libro, edito da Torre di Nebbia Edizioni e arricchito dai testi di Lorenzo Canova, Piero Castoro, Umberto Palestini, Fulvio Abbate e Mariano Apa, non si limita a documentare le opere note e quelle recuperabili: ambisce a raccontare un artista “universale”, emblematico nella sua discrezione, nella sua ricerca e nella sua generosità umana. La scelta grafica che richiama ironicamente la collana dei “Classici dell’Arte” trasforma questo volume in un atto d’amore e, insieme, in una rivendicazione postuma: Azzellini tra i grandi, perché grande era la sua voce, anche se interrotta.

Chi era Angelo Azzellini

Angelo Azzellini (Rodi Garganico, 1961 – Roma, 1995) è stato un pittore italiano dalla vocazione precoce, formatosi al Liceo Artistico di Torino e all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Attivo tra gli anni Ottanta e la metà dei Novanta, ha esposto in numerose collettive e personali tra Venezia, Milano, Urbino, Matera e Altamura. Ha vissuto e lavorato tra Milano e Roma, senza mai perdere il legame con il Gargano, sua terra d’origine. La sua ricerca pittorica, intensa e istintiva, si è interrotta improvvisamente nel 1995, a soli 34 anni. Oggi la sua opera è oggetto di riscoperta critica e di nuova attenzione editoriale.