Abu Dhabi Art 2025 apre con 140 gallerie e 9 eccellenze italiane

La 17ª edizione della fiera accoglie gallerie da 35 paesi e sono ben 9 le italiane che rafforzano la presenza del sistema nazionale nell’arena globale dell’arte

L’edizione 2025 della fiera Abu Dhabi Art costituisce un concreto passo avanti per la città-emirato come polo internazionale dell’arte contemporanea. Con l’apertura prevista dal 19 al 23 novembre all’interno di Manarat Al Saadiyat, la manifestazione arriva al suo diciassettesimo anno e si presenta come la più ampia mai realizzata. Oltre 140 gallerie provenienti da almeno 35 paesi e da più di 50 città del mondo: i focus regionali e tematici includono la scena dell’Africa occidentale (Nigeria in particolare), del Golfo, della Turchia e per la prima volta partecipazioni da Algeria, Paesi Bassi, Perù e Tanzania.

Nel mentre, l’isola di Saadiyat sta diventando uno dei principali hub culturali del Medio Oriente: dietro questa crescita c’è una forte strategia pubblica che punta a trasformare la zona in distretto della cultura.
La fiera funge da catalizzatore: non solo esposizione commerciale, ma anche piattaforma di idee, networking, nuove tendenze, e contesti che vanno oltre l’Europa e il Nord America.

Una forte presenza italiana ad Abu Dhabi Art Fair

La presenza italiana ad Abu Dhabi Art 2025 è numericamente rilevante: il risultato è un fronte compatto ma diversissimo: nove gallerie che non si somigliano, e che proprio per questo riflettono la ricchezza di un tessuto artistico nazionale capace di reinventarsi.

Nella sezione Modern & Contemporary risaltano i nomi più affermati: Galleria Continua, Galleria Mazzoleni, Robilant+Voena, Galleria Antonio Verolino, realtà capaci di costruire da anni ponti culturali solidi con l’estero. Le loro proposte sono intense, selezionate, pensate per un collezionismo che negli Emirati si sta evolvendo rapidamente: più attento, più esigente, più globale. Sono gallerie che rappresentano artisti protagonisti del sistema internazionale, e che ad Abu Dhabi trovano una platea sensibile alle visioni contemporanee di stampo europeo.

Accanto a loro, la sezione Special Projects accoglie Galleria Anna Marra, Franco Noero, Studio G7, P420 e Umberto Di Marino in un mix di sperimentazione, ricerca e raffinatezza curatoriale. Le loro proposte spesso incrociano il linguaggio dell’installazione, la fotografia, la pittura, le narrazioni intime che incontrano quelle politiche. È un’Italia che non teme il confronto con le nuove geografie dell’arte, che esplora il Medio Oriente come terreno fertile, non solo commerciale ma anche culturale.