Dalla carta al dato, dal racconto alla misurazione: il sistema museale italiano entra ufficialmente in una nuova fase della sua storia. Con la presentazione de Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996–2023 e il lancio del primo Database pubblico dei Musei Statali Italiani, MondoMostre – in collaborazione con il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università Roma Tre – offre al Paese due strumenti complementari che trasformano trent’anni di informazioni in una piattaforma di conoscenza condivisa.
L’evento, tenutosi nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, ha riunito rappresentanti istituzionali e accademici: tra gli interventi, quelli di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, di Luca Mercuri, dirigente del Ministero della Cultura, delle curatrici Laura Di Pietro e Flaminia Musella dell’Università Roma Tre, e di Tomaso Radaelli, presidente di MondoMostre, moderati da Carlo Alberto Pratesi.

Quasi trent’anni di performance dei musei italiani
Il Libro Bianco, edito da Cedam – Wolters Kluwer, rappresenta la prima analisi sistematica delle performance dei musei statali italiani in un arco di ventisette anni, dal 1996 al 2023. L’indagine restituisce un quadro organico del settore: oltre un miliardo di visitatori, 4,4 miliardi di euro di ricavi, ma anche una forte concentrazione dei risultati – l’85% – in appena venticinque grandi attrattori. Il Colosseo, le Gallerie degli Uffizi e Pompei da soli rappresentano più della metà di tutto il pubblico e dei proventi generati.
La ricerca evidenzia una crescita costante, trainata dal progressivo aumento dei visitatori paganti e dall’introduzione, a partire dal 2014, dell’autonomia gestionale per i principali musei statali. Tuttavia, il sistema resta polarizzato: i grandi poli prosperano, mentre i musei minori faticano a superare la soglia di sostenibilità economica.
Un database come osservatorio permanente
Accanto all’analisi storica, il nuovo Database dei Musei Statali Italiani segna un passo decisivo verso la digitalizzazione e la trasparenza. La piattaforma integra i dati del Ministero della Cultura e dell’ISTAT – dai flussi turistici ai ricavi, dai servizi aggiuntivi alle royalties dei concessionari – restituendo per la prima volta un quadro completo e comparabile delle dinamiche culturali italiane.
Non si tratta soltanto di un archivio: il database è concepito come un osservatorio permanente, un laboratorio di ricerca e di policy-making che consente analisi personalizzate e confronti territoriali, offrendo agli utenti la possibilità di correlare flussi turistici e frequentazione museale. È uno strumento che trasforma i musei da oggetto di osservazione a soggetto attivo nella pianificazione culturale.
«Con il Libro Bianco e il Database dei Musei Statali – ha dichiarato Tomaso Radaelli – abbiamo voluto trasformare trent’anni di dati in una base di conoscenza condivisa. Non si tratta solo di guardare al passato, ma di costruire strumenti per interpretare e guidare il futuro della gestione museale italiana».

Dello stesso avviso Carlo Alberto Pratesi dell’Università Roma Tre, che ha sottolineato come il progetto rappresenti «un passo decisivo verso una conoscenza fondata sui dati, capace di orientare le politiche culturali e la valorizzazione del patrimonio».
L’analisi condotta nel Libro Bianco mostra inoltre la forte correlazione tra turismo e musei: dal 2008 al 2019 i visitatori dei musei statali sono cresciuti del 66%, superando l’incremento del 54% degli arrivi turistici. Parallelamente, l’espansione dei servizi aggiuntivi – dai bookshop ai ristoranti, dalle audioguide alle visite guidate – ha generato circa 960 milioni di euro di ricavi complessivi, pur con una redistribuzione limitata per lo Stato, che percepisce mediamente solo il 13% sotto forma di royalties dai concessionari privati.
Il database dei musei statali italiani è accessibile gratuitamente attraverso la registrazione sul sito databasemusei.mondomostre.it.


