Il Premio italiano di Architettura del 2025 a Milano è stato assegnato a Antonio Ravalli per il progetto di riqualificazione dell’Accademia Carrara di Bergamo, una storica pinacoteca costruita nel 1796, grazie all’intervento dell’omonimo studio Ravalli Architetti. La premiazione è avvenuta durante la Milano Arch Week, che ha inaugurato lunedi 27 ottobre e rimarrà aperta fino a domenica 2 novembre: si tratta di un’intera settimana dedicata all’architettura in una ricca cornice tra talk, performance, film, incontri e passeggiate urbane. In questa cornice, il progetto di Antonio Ravalli ha ricevuto il premio per l’importante operazione di rinnovo che non ha snaturato l’identità e l’animo originale dell’edificio.
Una pinacoteca storica
Importantissimo museo del collezionismo italiano, l’Accademia Carrara di Bergamo vanta una raccolta di trecento opere con capolavori di Pisanello, Botticelli, Raffaello e Tiziano. L’edificio costruito nel 1796, situato in Piazza Giacomo Carrara a Bergamo viene riqualificato per esigenze di revisione degli spazi interni ed esterni, cercando una maggiore flessibilità e fruibilità, al passo con gli standard dei più importanti musei in Italia e nel mondo. Insomma rispondere ad esigenze logistiche, senza tradire l’identità originale dell’edificio, ed è proprio il modo di lavorare di Antonio Ravalli, quella di «proporre soluzioni al vivere moderno e alle esigenze della società contemporanea (in termini di mobilità, servizi, necessità, interventi pubblici)».
L’Accademia Carrara aveva già chiuso qualche anno fa per lavori di restauro e di adeguamento impiantistico dell’edificio, riaprendo al pubblico nell’aprile del 2015 e a partire dal 2016 la gestione del museo è affidata alla Fondazione Accademia Carrara. Per quanto riguarda i lavori di riqualificazione effettuati da Ravalli e premiati in occasione del Premio italiano di Architettura 2025 è stato predisposto un corpo lineare che si innesta tra la facciata occidentale e il basamento di pietra, al tempo stesso portico, rampa e passaggio panoramico. L’architetto vincitore ha definito il progetto: «il frutto di una congiuntura fortunata, con un committente sensibile, nato da un semplice allestimento e diventato via via una riscoperta di spazi e possibilità sepolte nel tempo». Il progetto include anche i nuovi Giardini PwC, uno spazio esterno riqualificato di 3000 metri quadrati, con un inedito bistrot.

L’architetto vincitore, «dare una risoluzione alle diverse condizioni del reale»
Il Premio al miglior edificio realizzato è andato ad Antonio Ravalli Architetti. Nato a Ferrara nel 1961, egli si occupa della trasformazione del paesaggio urbano e territoriale, per l’architetto gioca un ruolo importante la lettura dello spazio contemporaneo con la scelta e l’utilizzo dei materiali e la luce diventa l’arma più potente per impreziosire gli spazi architettonici. Affianca all’attività professionale quella nel campo di ricerca e di didattica, infatti è professore di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura di Ferrara. Spesso organizza numerosi workshop ai quali partecipano architetti e docenti internazionali.Tra i più noti lavori passati dell’architetto vi sono gli allestimenti per importanti mostre d’arte come La Rosa di Fuoco e Caravaggio, Van Dyck, Sassolino. In aggiunta la riqualificazione del paesaggio e del Giardino Storico di Villa Maffei-Sigurtà e il recupero del sistema di piazze a Trento e Trieste.

Un premio per valorizzare l’architettura italiana
Ogni anno il Premio italiano di Architettura, promosso dalla Triennale di Milano in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, presenta uno spaccato dell’architettura italiana del presente, con uno sguardo verso il futuro. Il focus è la promozione di opere realizzate da progettisti, attivi in Italia, il cui impegno è rivolto all’innovazione, alla qualità del progetto e al ruolo sociale dell’architettura. Giunto ad oggi alla sesta edizione, il Premio italiano di Architettura ospita in una mostra alla Triennale di Milano disegni, modelli e materiali dei progetti premiati, insieme a una selezione di opere finaliste che la giuria ha ritenuto degne di nota.



