La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita anche quest’anno il Talent Prize, il riconoscimento promosso da Inside Art e ideato da Guido Talarico giunto alla 18ª edizione. Dopo il grande successo del 2024, l’esposizione, curata da Inside Art, inaugura il 19 dicembre 2025 nel museo romano e sarà aperta al pubblico fino al 18 gennaio 2026, in concomitanza con la grande restrospettiva dedicata a Mario Ceroli. Le opere dei quattordici finalisti, esposte nelle Sale Aldrovandi dell’istituzione, offrono al pubblico un itinerario espositivo che attraversa linguaggi e media differenti.
Il Talent Prize è infatti un appuntamento ormai consolidato nel panorama artistico italiano, che continua a dare voce ai talenti delle arti visive. Il premio, contornato da un prestigiosissima giuria composta da curatori, direttori di musei e realtà artistiche, si conferma come una delle piattaforme più significative per chi vuole affacciarsi al sistema dell’arte contemporanea: pittura, fotografia, scultura, installazione e video, ogni linguaggio è coinvolto, purché porti con sé una visione originale e proiettata al futuro. In un luogo artistico d’eccellenza, come la GNAMC di Roma, la mostra diventa osservatorio privilegiato sulle tendenze dell’arte emergente, in cui la ricerca individuale si intreccia con la riflessione collettiva sul tempo presente.

Il percorso espositivo, i linguaggi del presente alla GNAMC di Roma
Protagonisti della mostra, Guglielmo Maggini, vincitore della 18° edizione del concorso con la scultura Titano Mio: in ceramica e resina, l’opera intreccia memoria artigianale e linguaggio contemporaneo, nata dalla rielaborazione di stampi d’archivio della storica manifattura Fumanti di Gubbio. Silvia Bigi con Are you nobody, too?, restituisce voce a una figura familiare dimenticata attraverso la tecnologia del deepfake, e Federico Montaresi con …but I’ll be BACK before you are DONE, un montaggio di oltre cinquecento esplosioni che riflette sulla spettacolarizzazione della violenza.



Tra gli altri finalisti Jimmy Milani, con Scarabocchio (aspettative rosee – fifa blue), che trasforma un gesto infantile in una pittura monumentale; Federica Rugnone in Fai la brava affronta il linguaggio come dispositivo di oppressione; Meletios Meletiou, con un’installazione che combina materiali industriali e simboli rituali; Andrea Mauti, che in Horizon utilizza elementi urbani e scarti per evocare la precarietà della contemporaneità; Federica Mariani, con un loop audio-video, It’s not always easy to be a cop, in cui la sagoma animata di un poliziotto esegue, senza soggetto, i gesti codificati della perquisizione; Anouk Laure Chambaz, che attraverso un video intitolato Di notte costruisce paesaggi sospesi tra sogno e realtà e Matteo Pizzolante, che con Ritratto e ritiro indaga il fenomeno degli Hikikomori attraverso la ricostruzione 3D della stanza di Maria, giovane che vive in autoisolamento.







I premi speciali e la menzione della giuria
Ad aggiudicarsi la seconda edizione del Premio Speciale GNAMC è Ginevra Petrozzi con Congregation of Mysteries (Ex Votos) attraverso cui l’artista reinterpreta la tradizione degli ex-voto traslandola nell’orizzonte del tecno-capitalismo: l’opera, selezionata dalla direttrice del museo Renata Cristina Mazzantini, entrerà a far parte della collezione permanente del museo grazie alla donazione dell’artista e della C+N Gallery CANEPANERI.


Giovanni Longo conquista invece il Premio Speciale Inside Art con Like a dam (form archive), una ricerca che indaga la relazione tra forma e decadenza, materia e tempo mentre è Marco Rossetti con R-complex o l’istinto ad ottenere il Premio Speciale AMPA (Associated Media Press Agency), riconosciuto per un lavoro che esplora il corpo come archivio e spazio di trasformazione.
Infine, la menzione speciale della giuria va a Leonardo Petrucci, premiato per il rigore concettuale e la forza simbolica di Ho ancora tante cose da dirti, installazione che da oggetto quotidiano carico di memoria e intimità, si trasforma in simbolo universale di perdita: un telefono che non squillerà più ma che continuerà a parlare attraverso il silenzio.




Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma
19 dicembre 2025 – 18 gennaio 2026, Sale Aldrovandi


