Con l’inaugurazione della mostra Ceroli Totale, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma in collaborazione con Banca Ifis celebra il maestro abruzzese, riconoscendolo, nell’ambito nell’iniziativa Artista alla GNAMC, protagonista indiscusso del 2025. Sono due le opere create per l’occasione, La grande quercia e Le ceneri, e forse non è un caso se è stato proprio il museo romano sotto la guida di Palma Bucarelli ad accogliere gli esordi del suo percorso artistico, con il premio per la giovane scultura ricevuto nel 1960. «Un privilegio – ha esordito la direttrice del museo e curatrice dell’esposizione Renata Cristina Mazzantini – ripercorrere le tappe più significative di una carriera artistica che capolavoro dopo capolavoro, attraversa la storia dell’arte italiana, dalla Scuola di Piazza del Popolo all’Arte Povera, fino ad oggi».



Precursore dell’arte ambientale e artefice di uno spazio e di una forma che non smette di mutare, Mario Ceroli, nasce scultore ancor prima di esserlo, con quell’estrema consapevolezza di aver fra le dita un’abilità che ti consuma, che scorre davanti gli occhi senza mai abbandonarti. A differenza di Michelangelo, che credeva che «la scultura si fa per forza di levare», lui opera «per via di porre»: costruisce sovrapponendo sagome una sull’altra, arricchendole con i residui dei materiali stessi, e persino con i residui di quei residui e cosi all’infinito, fino a raggiungere quella finitezza mai troppo vicina alla perfezione, ma sempre a un passo dall’esserlo. Tali elementi trovano ovunque un posto nelle sue composizioni, in un continuo processo di rigenerazione e trasformazione da cui scaturisce una poesia teatrale di pastorale dolcezza. «Ciascun pezzo di legno – continua la direttrice – racchiude un pezzo di cuore. Il progetto riassume in maniera esemplare l’attività di questo artista, che allestendo la mostra ha dato una nuova vita a queste stanze, attraverso le sue opere».
Il Presidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio ci parla di uno meraviglioso progetto in itinere e prossimo all’apertura, quello di «un museo interattivo e di una fondazione, dove i ragazzi potranno intraprendere dei laboratori», per celebrare e rendere eterna la ricerca artistica di Ceroli che, come traspare dall’intimo progetto della GNAMC e come ricorda il co-curatore Cesare Biasini Selvaggi «è una ricerca permanente che è sempre riuscita a rinnovarsi nello spazio. Ogni mostra è per lui un’opera d’arte totale – questo il senso del nostro titolo – perchè è unica, e la GNAMC si fa in questo caso, ancora una volta, casa dell’artista».
«Sono culturalmente nato in questa città, Roma mi ha cullato e sono davvero felice per questo progetto. Guardatela questa mostra, è come se l’avesse fatta un bambino» – conclude Ceroli, visibilmente commosso, grato, umile e straordinario, come sempre. Per quei pezzi di legno vissuti e vivi che ora hanno un rifugio sicuro, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, epilogo felice di un ricordo lontano, dove tutto è iniziato.
Ceroli Totale, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea © Alessandro Vasari


