Prosegue al Palazzo delle Pietre di Roma la terza stagione di FraMmenti Club, il ciclo di conversazioni ideato da Clara Tosi Pamphili e dedicato quest’anno al tema FraMmenti d’acqua. Protagonista dell’incontro l’architetta Guendalina Salimei, curatrice del Padiglione Italia alla 19ª Biennale di Architettura di Venezia, in dialogo con Tosi Pamphili sul rapporto tra architettura, ambiente e responsabilità sociale.



Il progetto espositivo TERRÆ AQUÆ. L’Italia e l’intelligenza del mare propone una visione inedita del nostro Paese, non più osservato dalla terraferma, ma dal mare, in un capovolgimento di prospettiva che apre a una riflessione più ampia sulla convivenza e la rigenerazione. Per Salimei, il mare è intelligenza collettiva e spazio di mediazione tra culture e discipline. L’Italia, con i suoi ottomila chilometri di coste, diventa così un laboratorio naturale per ripensare il rapporto tra architettura, ecologia e società, trasformando le sfide climatiche e ambientali in opportunità di progetto e innovazione.



«Un mare che dunque – spiega l’architetta e prima donna a curare il Padiglione Italia della Biennale Architettura – è fortemente identitario per l’Italia. Un mare che è visto anche dal retro e non solo davanti, un paese che viene visto dal mare e attraverso cui si vede tutta l’integrazione di un paesaggio. Alla base, c’è l’idea del nostro paese come oggetto intorno al mare». In questo modo, una costellazione di saperi, progetti e pratiche affrontano temi urgenti come il cambiamento climatico, la vulnerabilità costiera, la rigenerazione urbana, la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale. La diversità dei contesti costieri italiani, dalle lagune alle isole, dalle scogliere alle pianure sabbiose, impone una narrazione sfaccettata che il progetto di Salimei restituisce, con un sapere fluido che porta l’attenzione sul margine, solitamente percepito come fragile o secondario, trasformandolo invece in una frontiera creativa, dove natura e artificio, passato e futuro, locale e globale si intrecciano.



