SANTEDICOLA, oltre la visione della carta stampata

Nel quartiere San Giovanni di Roma si apre un nuovo capitolo per l’iconica figura dell’edicola: non più solo rivendita di giornali e riviste, ma spazio artistico di incontro

SANTEDICOLA è un progetto nato a Roma che reinventa l’archetipo urbano: l’idea è stata portata avanti da Gaetano Orefice, designer napoletano di formazione, che vedendo l’edicola abbandonata ha immaginato un nuovo ruolo per quel piccolo ottagono urbano. L’iniziativa è frutto della collaborazione con gli studi di progettazione Dispensabile e Cantiere Galli Design, che hanno curato il restyling: arredi su misura, materiali sostenibili (pavimentazione vinilica Forbo), scaffalature in legno laccato e pezzi iconici di design contraddistinguono lo spazio. La struttura mantiene la geometria ottagonale tradizionale, scelta simbolica della rinascita, e viene reinterpretata come micro-galleria aperta al quartiere.

SANTEDICOLA mantiene naturalmente la funzione base di edicola: una selezione curata di quotidiani, riviste specializzate in design, architettura, fotografia, moda. Accanto a questo, emerge una proposta più ampia: ospitare pop-up espositivi, workshop, presentazioni editoriali e micro eventi o attività che trasformano lo spazio in un luogo di dialogo tra creativi, brand e comunità, ma anche vendere oggetti curati: fotocamere riutilizzabili, mappe artigianali, ceramiche, bibite biologiche in un mix tra editoria e lifestyle. Il progetto è stato inaugurato il 18 ottobre 2025 con la mostra Lanterna Beach: i volti del Braccio del fotografo e poeta pugliese Mariano Doronzo.

Il racconto fotografico restituisce dignità e profondità a un luogo marginale e ai suoi abitanti, i cosiddetti lanterniani, uomini che da decenni vivono e si ritrovano su quel cemento assolato, anche nei mesi più freddi, quando il calore accumulato durante il giorno si sprigiona dal suolo come un respiro caldo.

Negli anni Settanta, quel tratto di molo vicino Barletta era nato come ritrovo nudista riservato agli uomini. Con il tempo, però, ha assunto un’identità più complessa: alcuni frequentatori hanno vissuto vite ai margini della legalità, contribuendo a plasmare un ambiente duro, segnato da codici impliciti e da un senso di appartenenza tanto forte quanto fragile. Ancora oggi, quel luogo conserva una geografia sociale precisa: nei primi metri si incontrano famiglie e curiosi; più avanti, adolescenti e giovani in cerca di autonomia.