Il museo romano si arricchisce di uno spazio che guarda alla sensibilità, al tocco, al movimento. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC) apre infatti una nuova sala didattica progettata dall’artista umbro Sandro Tomassini e dedicata all’arte sensoriale e all’inclusione.
L’iniziativa, curata da Giovanna Coltelli, nasce dalla convinzione che l’arte non debba essere solo osservata, ma vissuta: le opere interattive, cinetiche, realizzate con la collaborazione tecnica dello studio Tomassini Arredamenti invitano il pubblico a toccare, muovere, trasformare. «Le mie opere danno la possibilità di interagire con esse, trasformandole e ricreandole. Da un lavoro ne può nascere un altro, frutto dell’esperienza individuale» afferma l’artista, spiegando la visione che sottende il progetto. La sala sarà inaugurata nel pomeriggio del 29 ottobre alla presenza di Tomassini, della direttrice Renata Cristina Mazzantini e della curatrice Coltelli.
Ciò che rende particolarmente significativo questo nuovo spazio è la sua vocazione inclusiva: pensato non solo per adulti o per chi frequenta abitualmente istituzioni culturali, ma anche e soprattutto per bambini, giovani, e per persone con diverse modalità di fruizione, affinché l’arte diventi esperienza condivisa e accessibile. In un momento in cui i musei sono sempre più chiamati a ripensarsi come luoghi di partecipazione, dialogo e apertura verso nuovi pubblici il museo con questa iniziativa compie un passo concreto verso la trasformazione della fruizione artistica, combinando ricerca estetica, sensibilità sociale e tecnologia interattiva.
Sandro Tomassini è artista e designer. Dopo una carriera nel settore dell’arredamento Made in Italy, con partecipazioni al Salone del Mobile di Milano negli anni ’70 e ’80, ha orientato la propria ricerca verso la sperimentazione cinetica e interattiva, fondendo arte e design. Le sue opere sono state esposte a Milano in sedi prestigiose come Palazzo Reale e La Permanente, nell’ambito del Premio Arte Mondadori, e alla Fabbrica del Vapore. Nel suo Studio-Atelier di Terni, l’artista continua a sperimentare soluzioni che uniscono progettualità, gesto e partecipazione, con un’attenzione costante all’inclusione e all’esperienza sensoriale.



