C’è anche Marina Abramović tra i premiati il 22 ottobre 2025 dalla Japan Art Association con il Praemium Imperial Awards, un prestigioso riconoscimento internazionale assegnato annualmente in varie discipline: musica, architettura, scultura, pittura e teatro/film. Il premio è noto anche come “Premio Nobel per le Arti” e la cerimonia ogni anno accoglie celebrità importanti.

La cerimonia è avvenuta nella sala Meiji Kinenkan a Tokyo in Giappone, nel quartiere di Minato e la principessa Hitachi della famiglia imperiale giapponese ha recapitato le medaglie personalmente ai vincitori. Ciascuno oltre la medaglia ha ottenuto 15 milioni di yen e un diploma.
Chi sono i vincitori
Per la pittura ha vinto Peter Doig, nato a Edinburgo, famoso per i suoi dipinti onirici. Una figura importante del movimento della nuova pittura figurativa. In passato ha vinto il premio John Moores Painting Prize nel 1993 e il Wolfgang Hahn Prize nel 2008.
Per la scultura invece Marina Abramović, nata a Belgrado, famosa nella corrente della performance art, opere che esplorano i limiti del corpo e della mente. Tra i suoi precedenti premi vinti si segnalano il New York Dance and Performance Award nel 2003, l’Orso d’oro di Berlino nel 2012 e il Premio Sonning nel 2023.

Proseguendo con l’architettura il protagonista è Eduardo Souto de Moura, nato a Porto. Noto per la realizzazione dello stadio di calcio di Braga, il museo Paula Rego in Portogallo e il centro culturale Casa das Artes a Porto. Nel 2001 ha vinto la medaglia d’oro Heinrich Tessenow, il premio Pritzker nel 2011 e il premio Piranesi – Prix de Rome alla carriera nel 2017.
Per la musica ha trionfato Sir András Schiff, pianista e direttore d’orchestra ungherese, nonché tra i più noti interpreti viventi di Johann Sebastian Bach. Vincitore del Grammy Award nel 1990 per la miglior interpretazione solista strumentale.
Infine per il teatro/cinema ha primeggiato Anne Teresa De Keersmaeker, ballerina e coreografa belga nata a Malines in Belgio. Conosciuta per aver fondato una propria compagnia di danza nel 1983 chiamata Rosas e per la regia di alcune opere: Il castello di Barbablù di Béla Bartòk, I due Foscari nel 2003 e Così fan tutte nel 2017.

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