In occasione di Art Basel Paris 2025 la storica Place Vendôme si è trasformata in un palcoscenico monumentale per Kermit the Frog, Even, la nuova installazione di Alex Da Corte, artista venezuelano-americano noto per le sue incursioni nel mondo della cultura pop e per la capacità di fondere ironia, malinconia e teatralità visiva.

Una rana postmoderna a Place Vendôme
Alta più di diciannove metri, la scultura mostra Kermit la rana seduta con la testa parzialmente sgonfia, come se l’aria — o forse la speranza — stesse lentamente uscendo dal suo corpo. È un’immagine tenera e inquietante allo stesso tempo, che sovverte l’allegria infantile del personaggio televisivo trasformandolo in una figura contemplativa e malinconica. Da Corte utilizza il linguaggio del gonfiabile non come gioco, ma come metafora della precarietà del mito contemporaneo: la leggerezza diventa peso, il sorriso si fa riflessivo.
Il titolo Even rimanda direttamente a Marcel Duchamp e al suo celebre La mariée mise à nu par ses célibataires, même, suggerendo un rapporto ambiguo tra oggetto e rappresentazione, tra opera e consumo. Da Corte — che nei suoi lavori ha impersonato Andy Warhol, Mr. Rogers o Popeye — continua a interrogare il confine tra identità e spettacolo, tra finzione e sincerità.
Il riferimento a Kermit affonda le radici in un episodio del 1991, quando il gigantesco pallone della rana, durante la parata del Giorno del Ringraziamento del Macy’s a New York, si squarciò drammaticamente di fronte al pubblico. Da Corte trasforma quella piccola catastrofe televisiva in un’allegoria sulla vulnerabilità dell’immaginario collettivo: la rana, simbolo di ottimismo e gentilezza, diventa un eroe sgonfio, fragile e umanissimo, seduto tra le vetrine di Cartier e le facciate neoclassiche di Place Vendôme.

Art Basel Paris in nove sedi
Attorno a questo totem contemporaneo, Art Basel Paris — in programma dal 24 al 26 ottobre, con anteprime VIP il 22 e 23 — si espande in nove sedi della capitale francese. L’evento, che quest’anno rinuncia ai Giardini delle Tuileries, conferma la propria vocazione interdisciplinare e il dialogo tra arte, moda e architettura. Il Palais d’Iéna ospita 30 Blizzards, progetto sostenuto da Miu Miu; l’Institut de France accoglie una scultura in pietra e cemento di Ugo Rondinone; mentre il Musée Eugène Delacroix presenta le opere di Nate Lowman, ispirate al maestro romantico. Alla Chapelle des Petits-Augustins, Harry Nuriev costruisce un ambiente immersivo, e due nuovi spazi si aggiungono al circuito: l’Hôtel de la Marine, con l’installazione tessile di Joël Andrianomearisoa, e la Cité de l’Architecture, che ospita quaranta tele astratte di Fabienne Verdier.
Durante la settimana, gli studenti dell’École du Louvre saranno presenti nei vari siti dalle 14 alle 17:30 per guidare i visitatori e raccontare le opere. Ma il cuore simbolico di questa edizione resta lì, su Place Vendôme, dove la rana sgonfia di Alex Da Corte, fragile e monumentale, ci osserva in silenzio: una riflessione dolce e amara sulla fine delle illusioni, e sulla capacità dell’arte di restare in equilibrio — anche quando tutto il resto si affloscia.



