Arrivano notizie poco incoraggianti per il comparto del cinema e dell’audiovisivo. Secondo una prima bozza della legge di bilancio, il Fondo che sostiene la produzione e la distribuzione cinematografica subirà un taglio di 190 milioni di euro nel 2026 e di 240 milioni a partire dal 2027.
La misura, contenuta nel testo preliminare della manovra economica, interviene sulla struttura stessa del Fondo, riducendo la quota delle entrate statali destinata annualmente al settore. Attualmente il finanziamento è fissato all’11% delle entrate effettivamente incassate dallo Stato nell’anno precedente, con un minimo garantito di 700 milioni di euro.

La nuova norma abbasserebbe quella soglia a 510 milioni per il 2026 e a 460 milioni dal 2027 in poi. Un ridimensionamento che, se confermato nella versione definitiva del provvedimento, rappresenterebbe un cambio di rotta rispetto alle politiche di sostegno introdotte negli ultimi anni, proprio mentre l’industria audiovisiva italiana stava consolidando una fase di crescita e internazionalizzazione.
Le associazioni di categoria e le realtà produttive del settore attendono ora chiarimenti dal governo, mentre cresce la preoccupazione per l’impatto che i tagli potrebbero avere sulla filiera, dagli incentivi al tax credit fino al sostegno alle opere prime e indipendenti.


