Il Ministero della Cultura acquisisce la casa‑atelier di Giacomo Balla

La storica dimora del futurista a Roma entra definitivamente nel patrimonio dello Stato con un investimento di 6,9 milioni di euro

Roma si arricchisce di un nuovo museo unico nel suo genere: Casa Balla, l’abitazione futurista in cui il maestro Giacomo Balla visse e lavorò per oltre trent’anni, è stata ufficialmente acquisita dal Ministero della Cultura. L’annuncio è arrivato il 17 ottobre 2025, a margine della Giornata del Contemporaneo, sancendo la volontà dello Stato di tutelare e valorizzare uno dei luoghi più originali e radicali della storia dell’arte italiana.

L’acquisto della casa e del suo contenuto, annunciato dal direttore generale musei Massimo Osanna, è stato formalizzato con un investimento complessivo di 6,9 milioni di euro: 6 milioni per le oltre 600 opere d’arte, oggetti, tessuti e mobili d’epoca, e 900 mila euro per l’immobile di via Oslavia 39B, nel quartiere Prati-Delle Vittorie. La casa diventerà così il primo museo nazionale interamente dedicato a Giacomo Balla, fondatore del Futurismo pittorico e figura chiave dell’avanguardia italiana del XX secolo.

Più che un atelier, Casa Balla è un microcosmo decorato in ogni dettaglio: lampade, tavoli, sedie, piastrelle, utensili da cucina, tendaggi e persino gli interruttori della luce portano l’impronta del maestro. L’opera di decorazione è durata decenni, testimoniando l’adesione profonda, quasi spirituale, all’idea di una trasformazione futurista della realtà, come la definì lo stesso artista.

Casa Balla, da spazio privato a bene pubblico

Finora custodita e curata con passione dalle eredi della famiglia Balla, la casa era rimasta chiusa al pubblico fino al 2021, quando una mostra promossa dal MAXXI e dal MiC ne ha consentito l’apertura temporanea, attirando migliaia di visitatori e suscitando un interesse straordinario da parte della comunità culturale. Ora, con l’acquisizione ufficiale da parte dello Stato, Casa Balla sarà restaurata, musealizzata e resa permanentemente accessibile al pubblico, con un progetto allineato agli standard museali contemporanei.

“È una conquista culturale importante,” ha dichiarato Osanna. “Questa casa straordinaria rappresenta una testimonianza unica della visione artistica di Balla e del suo tempo. Con questa operazione, garantiamo la sua conservazione e la restituiamo alla collettività come patrimonio condiviso.” Il progetto museale – che sarà sviluppato nei prossimi mesi in collaborazione con istituti museali e partner scientifici – prevede visite guidate, esperienze immersive, laboratori e attività educative, in linea con la vocazione sperimentale della casa e con il desiderio di coinvolgere non solo il pubblico degli storici dell’arte, ma anche le nuove generazioni. L’apertura ufficiale è prevista per il 2026, al termine di una fase di restauro conservativo e riallestimento. Casa Balla andrà così ad arricchire il sistema dei musei nazionali italiani, ponendosi come un unicum nel panorama europeo: un luogo in cui l’arte del vivere si fa opera, e dove l’immaginario futurista continua a dialogare con il presente.