Il Los Angeles County Museum of Art (LACMA) ha annunciato una donazione che segnerà una pietra miliare nella storia del museo: oltre 130 opere d’arte legate all’Espressionismo austriaco, tra cui per la prima volta anche dipinti di Gustav Klimt, Egon Schiele e Richard Gerstl. Le opere provengono dalla collezione privata della famiglia Kallir, discendente del celebre mercante d’arte Otto Kallir, figura chiave nella diffusione dell’arte moderna austriaca del primo Novecento.


La donazione comprende infatti La donazione comprende dipinti di Klimt, Schiele, Gerstl, Kokoschka, Marie-Louise von Motesiczky; disegni, incisioni e manifesti di oltre 100 artisti tra cui Alfred Kubin, Lovis Corinth e Käthe Kollwitz; opere legate al movimento della Wiener Werkstätte, la celebre officina viennese di design fondata nel 1903 e una collezione di rari libri e portfolio editi da Otto Kallir, donata separatamente al Getty Research Institute. Il cuore della collezione cartacea sarà conservato presso il Robert Gore Rifkind Center for German Expressionist Studies, centro di eccellenza per la ricerca sull’Espressionismo tedesco e austriaco all’interno del museo. “In un solo gesto, questa donazione straordinaria trasforma radicalmente le nostre collezioni” – ha dichiarato Stephanie Barron, curatrice del dipartimento d’arte moderna del LACMA.

Secondo il direttore del museo Michael Govan, si tratta di “una donazione fondamentale per la presentazione dell’arte centro-europea del primo Novecento”, in grado di valorizzare anche il legame storico tra Los Angeles e le comunità di emigrati austriaci che si rifugiarono negli USA dopo la guerra. Inoltre, una selezione di 24 opere sarà visibile al pubblico a partire dal 23 novembre 2025 nella mostra Austrian Expressionism and Otto Kallir, curata da Timothy O. Benson. L’esposizione rimarrà aperta fino al 31 maggio 2026, presso le Modern Art Galleries del Broad Contemporary Art Museum. Nel 2030 è prevista una grande retrospettiva che presenterà l’intera donazione al pubblico, accompagnata da una pubblicazione accademica che offrirà nuovi strumenti di ricerca sull’Espressionismo viennese.
Il ruolo storico di Otto Kallir: arte, esilio e memoria
Otto Kallir, nato a Vienna nel 1894 con il nome Otto Nirenstein, fu una figura cruciale nella valorizzazione dell’arte moderna austriaca – storico, archivista e promotore culturale – in particolare di artisti come Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka, allora ancora poco noti internazionalmente. In un clima culturale in fermento ma anche politicamente instabile, Kallir fondò nel 1923 la Galerie Neue Kunst a Vienna, con l’obiettivo di promuovere le avanguardie e dare spazio a una nuova estetica.
Nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista, Kallir – ebreo e apertamente contrario al regime – fu costretto a fuggire dal paese. Portò con sé numerose opere e un’importante documentazione, stabilendosi prima a Parigi e poi definitivamente a New York, dove nel 1939 rifondò la galleria, una delle prime in America interamente dedicate all’arte austriaca ed espressionista. Grazie al suo lavoro pionieristico, molti artisti mitteleuropei vennero introdotti al mercato americano, spesso per la prima volta.
Kallir fu tra i primi a cercare attivamente di ricostruire la provenienza delle opere trafugate durante il nazismo, anticipando di decenni la sensibilità odierna per la restituzione e la trasparenza. Il suo impegno era animato da una doppia urgenza: preservare un patrimonio culturale minacciato dalla barbarie nazista e dare voce, in esilio, a un’identità artistica che l’Europa sembrava voler cancellare. Dopo la sua morte nel 1978, la nipote Jane Kallir ha continuato questa missione, approfondendo la ricerca e la catalogazione attraverso il Kallir Research Institute, attivo ancora oggi. La recente donazione al LACMA rappresenta quindi non solo un trasferimento di opere, ma anche l’eredità simbolica di una vita spesa per la memoria, la giustizia culturale e il dialogo transatlantico.



