ArtVerona 2025, vent’anni di sperimentazioni artistiche

La fiera veronese torna con 143 espositori, dieci premi e un programma curatoriale rinnovato sotto la direzione artistica di Laura Lamonea

Quest’edizione , che avrà luogo dal 10 al 12 ottobre 2025, segna un’importante transizione per ArtVerona, che inaugura il primo anno di direzione artistica di Laura Lamonea, curatrice e project designer, già attiva nella valorizzazione di linguaggi interdisciplinari e progetti site-specific. Con lei, la fiera si rinnova profondamente, proponendo sei sezioni espositive, dieci premi, progetti speciali e un’estesa presenza urbana con nove mostre ed eventi diffusi in luoghi simbolici della città.

Tra le novità più significative di questa edizione c’è la volontà di intensificare il dialogo tra fiera e città, attraverso un articolato programma di nove progetti espositivi in spazi storici, museali e architettonici di Verona. Sono 143 gli espositori, tra gallerie affermate, emergenti, editori e spazi no profit, ArtVerona 2025 si presenta come una piattaforma compatta ma densa di contenuti, con una particolare attenzione ai linguaggi del contemporaneo e ai rapporti tra artisti, curatori e territorio. Dieci premi e nuove sezioni espositive sono invece Main SectionSteps a cura di Giulia CivardiEffetto Sauna e “Video? Avete detto video?” a cura della direttrice artistica e ed Élisa Ganivet, Pittura ORA a cura di Leonardo Regano e Libreria  a cura di Frab’s. Per i progetti speciali, CinemaVolante a cura di Edizioni Brigantino; Podcast ‘Invito a Vedere’ | ideato e curato da Laura Lamonea e Tommaso Santagostino.

Da Palazzo Forti alla Biblioteca Capitolare, i 9 progetti diffusi di ArtVerona 2025

I progetti espositivi diffusi di ArtVerona 2025 portano installazioni, video, fotografia e performance in luoghi storici e simbolici del tessuto urbano. All’interno del prestigioso Palazzo Forti, sede del Museo AMO, The Then About As Until invita il pubblico a esplorare le relazioni tra temporalità e immaginazione politica. Un titolo enigmatico che suggerisce uno scarto temporale continuo, in cui l’arte diventa lente per leggere il presente come se fosse già passato o non ancora avvenuto. L’allestimento, immersivo e stratificato, propone opere che intrecciano memoria, archivio e futuri possibili, dando spazio a pratiche visive e performative che riscrivono il concetto stesso di contemporaneo.

In uno dei luoghi più suggestivi e antichi della città – la Biblioteca Capitolare, attiva ininterrottamente dall’VIII secolo – si confrontano parola, scrittura e ferita. Il progetto Wounded Words, Wounding Words mette in dialogo manoscritti storici e pratiche artistiche che riflettono sull’uso del linguaggio come forma di potere, trauma e cura. L’allestimento prevede installazioni testuali, calligrafie sperimentali, opere sonore e video, creando una tensione poetica tra il silenzio millenario della biblioteca e le urgenze espressive del presente. L’artista cileno Enrique Ramírez presenta un progetto che coniuga poetica e politica: Una distanza senza sponde. L’Ex Dogana di Fiume diventa un luogo di navigazione simbolica, dove il tema del confine geografico, esistenziale, linguistico, viene esplorato attraverso video, fotografie e suoni.

Il futuro come atto di immaginazione radicale è il tema di TOMORROWS – Folding, Flexing and Expanding, progetto ospitato a Palazzo del Capitanio, a cura di un collettivo curatoriale internazionale. Le opere esposte, tra installazioni cinetiche, sculture modulari e ambienti sonori, propongono visioni alternative di società, corpo, ecologia e tecnologia. La Rondella delle Boccare ospita un progetto che riflette sull’atto del guardare e del fotografare. Autogeografie indaga il ruolo dell’osservatore come parte integrante del paesaggio, smascherando la finzione della distanza. Il titolo, volutamente colloquiale, è una provocazione: l’arte non è solo da osservare, ma da attraversare, vivere, abitare.