Riapertura in ritardo per il MACRO, la nuova stagione slitta a dicembre

Problemi strutturali costringono il Museo d’Arte Contemporanea di Roma a posticipare l’inaugurazione della sua stagione autunnale

La tanto attesa riapertura del MACRO (Museo d’Arte Contemporanea di Roma) non avverrà l’11 ottobre 2025 come inizialmente previsto, ma sarà posticipata di due mesi: il taglio del nastro è ora fissato all’11 dicembre 2025 con Cristiana Perrella alla guida. Alla causa del ritardo, “necessità strutturali che stanno richiedendo un intervento più complesso e prolungato rispetto alle previsioni iniziali”, si legge in una nota ufficiale del museo. I lavori di manutenzione straordinaria hanno rivelato criticità che non erano state previste nei piani iniziali.

Anche se l’apertura integrale è stata rimandata, alcune esperienze “minori” rimangono confermate: il 1 novembre 2025 l’istituzione ospiterà un evento speciale dedicato a Pier Paolo Pasolini, con la nuova produzione del coreografo Enzo Cosimi intitolata Una disperata vitalità. La giornata sarà accompagnata da una proiezione del film The Visitor (2024) di Bruce LaBruce. Il progetto Flashback Roma, pensato come prologo per la Giornata del Contemporaneo del 4 ottobre, verrà riprogrammato in coincidenza con la nuova inaugurazione invernale.

Il volto del cambiamento, linee guida per una nuova stagione

Il museo proporrà una stagione pensata per abitare la città, anzi “ripartire dalla città”, come recita la dichiarazione ufficiale. Al centro del nuovo corso ci sarà UNAROMA, mostra collettiva curata da Cristiana Perrella insieme all’ex direttore Luca Lo Pinto. Nelle due grandi sale progettate da Odile Decq, il progetto metterà in dialogo le opere di oltre 40 artisti romani di generazioni e linguaggi differenziati. Alla base della filosofia curatoriale che accompagna il nuovo corso, una riflessione sull’accesibilità emotiva e sulla relazione con le comunità urbane: non solo portare il pubblico al museo, ma far sì che il museo diventi parte del tessuto sociale.

Lo spazio espositivo sarà concepito come un paesaggio urbano attraversabile, più che una semplice sequenza di stanze murarie. Un secondo capitolo nel programma sarà dedicato a Dissonanze, il festival che tra il 2000 e il 2010 fece di Roma un crocevia per la sperimentazione sonora. In mostra, One Day You’ll Understand – Venticinque anni di Dissonanze racconterà la relazione tra musica elettronica, arte visiva e cultura digitale. Altri elementi di rilievo del nuovo assetto includono: spazi per residenze artistiche, videoarte, una project room e allestimenti periodici della collezione storica del museo. la riapertura della biblioteca interna, che fino a ora è rimasta in parte inutilizzata e l’attivazione di una sala cinema da cento posti, con una programmazione curatoriale dedicata e prime visioni.

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