Il Museo delle Civiltà di Roma continua a cambiare, e questa volta lo fa aprendo al pubblico Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: le Collezioni ISPRA > Un museo multispecie, il nuovo allestimento permanente dedicato al patrimonio naturalistico e storico dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’esposizione, visitabile al Palazzo delle Scienze all’EUR, restituisce al pubblico oltre 150.000 reperti tra fossili animali e vegetali, campioni di rocce e minerali, strumenti scientifici, plastici e documenti, testimoni di più di un secolo e mezzo di ricerca geologica e ambientale italiana. Con questo progetto, il MUCIV arricchisce i propri percorsi espositivi con un “museo nel museo” dedicato alle forme della Terra e alla memoria del vivente, ponendo al centro la riflessione sul legame tra uomo, natura e conoscenza.

Il nuovo allestimento è il risultato di un lungo lavoro congiunto fra ISPRA e MUCIV, realizzato con il sostegno di ALES – Arte Lavoro e Servizi S.p.A. A curare l’intervento, che combina rigore tassonomico e approccio interdisciplinare, sono stati Maurizio Marino, Roberta Rossi, Oreste Abruzzi, Alberto Compagnone e Daniela Pettorano (ISPRA), in collaborazione con Francesca Alhaique, Francesca Candilio, Michela Grimaldi e Alessandra Sperduti (MUCIV), con la ricerca curatoriale e il coordinamento espositivo di Vittoria Bonifati. Con questa azione congiunta, il progetto valorizza non solo i reperti ma anche gli arredi storici e la storia museografica che li accompagna, in un dialogo continuo tra scienza e cultura materiale.
Le sezioni tematiche: paleontologia, litologia e storia
Il nuovo percorso si articola in tre grandi aree – Paleontologiche, Lito-Mineralogiche e Storiche – restituendo al pubblico la complessità di un patrimonio unico nel suo genere. Le Collezioni Paleontologiche, con circa 100.000 reperti, documentano l’evoluzione della vita sulla Terra attraverso ammoniti, trilobiti, rettili e mammiferi del Pleistocene, fino ai fossili vegetali che raccontano le antiche foreste del Carbonifero. Le Collezioni Lito-Mineralogiche, con oltre 50.000 campioni, illustrano la varietà dei materiali lapidei e minerari italiani, dalle pietre ornamentali ai giacimenti industriali, in un allestimento che riprende le antiche litoteche ottocentesche.
Le Collezioni Storiche completano il percorso con plastici geologici, strumenti di misurazione, busti e arredi d’epoca, tracciando la nascita della moderna ricerca geologica e del collezionismo scientifico. Due opere contemporanee – Map of Reincarnation di Adriana Bustos e Partitura multispecie andante di Marzia Migliora – ampliano il discorso verso il presente, trasformando il linguaggio della scienza in una meditazione artistica sulle interdipendenze del vivente.


Anche una mostra su Elisa Montessori
In occasione dell’apertura delle Collezioni ISPRA, il MUCIV dedica un’ampia mostra personale a Elisa Montessori, a cura di Alessandra Mammì con Andrea Viliani, che intreccia la ricerca dell’artista con le collezioni cinesi del museo. Il sogno della camera rossa (4 ottobre 2025 – 22 febbraio 2026) prende il titolo dal celebre romanzo di Cao Xueqin e trasforma il primo piano del Palazzo delle Scienze in un raffinato dialogo fra arte contemporanea e cultura asiatica.
L’esposizione parte dal monumentale dipinto Il paesaggio della Manciuria (1982), recentemente acquisito dal MUCIV grazie al PAC – Piano per l’Arte Contemporanea, e si sviluppa attorno alla balaustra dello Scalone monumentale, dove le teche del museo ospitano un racconto visivo composto da carte, libri, rotoli e manufatti che Montessori accosta ai reperti della collezione cinese. Nel ritmo sospeso del suo percorso, fra antiche porcellane, volumi rossi e segni tracciati sulla carta, la mostra costruisce un’architettura mentale e poetica in cui Oriente e Occidente, natura e pensiero, materia e spirito si rispecchiano a vicenda.



Dal Museo delle Civiltà un nuovo sguardo sulla Terra
Con Un museo multispecie, il MUCIV e l’ISPRA propongono una visione del museo come organismo vivente, dove l’essere umano non è più misura del mondo ma parte di un ecosistema condiviso. Le collezioni, nate nell’epoca del positivismo e del progresso tecnico, trovano oggi una nuova lettura critica e poetica: non più strumenti di classificazione, ma testimonianze di relazione e fragilità. Il museo diventa così un luogo di pensiero ecologico, in cui la scienza incontra l’arte e la memoria della Terra si fa racconto collettivo, capace di restituire al pubblico la consapevolezza di far parte – insieme agli animali, ai vegetali e ai minerali – di una stessa, intricata storia planetaria.

info: museodellecivilta.it


